La maggioranza subito in piedi dopo il ko umbro. “Piena intesa”

Paolo Molinari

Con la manovra si è evitata la 'Salvini Tax': una formula utilizzata da Antonio Misiani in una recente intervista e che Matteo Renzi fa sua durante una pausa dalla sua attività di conferenziere a New York. Anche questo offre la misura di come la polvere del voto umbro si sia ormai posata all'interno della maggioranza, che oggi si è riunita a Palazzo Chigi per un nuovo vertice sulla legge di Bilancio. L'appello di Nicola Zingaretti perché il governo si concentri sulle cose da fare per evitare scossoni che potrebbero risultare fatali sembra essere stato accolto dalle forze politiche. Il leader di Italia viva sente, anzi, di poter rassicurare il presidente del Consiglio: "Ha un presente e ha anche un futuro".

Facce distese, parole concilianti: chi esce dal palazzo del governo parla di un clima positivo, di collaborazione. Nessun accenno all'Umbria attorno al tavolo, solo un confronto sulle partite della legge di bilancio ancora aperte o 'socchiuse'. "Piena condivisione" sulla manovra che, a questo punto, sembra a un passo dall'approdare al Senato. La legge di Bilancio è confermata anche nei passaggi più attesi, come la cedolare secca al 10% sui canoni agevolati che viene confermata ed è la fonte della maggior soddisfazione nel Pd come in M5s e Italia viva.

"La cedolare secca non aumenta, resta al 10%", esulta Nicola Zingaretti su Twitter: "Dal confronto sulla manovra notizie positive per il cambiamento di cui il Paese ha bisogno. Dalla parte delle persone, delle famiglie e delle imprese che chiedono più giustizia sociale perché solo cosi l'Italia cresce", sottolinea il segretario Pd. Le risorse vanno ancora individuate, ma c'è già uno studio sulla possibilità di reperirle facendo leva sulle vincite ai giochi, come spiega Luigi Marattin di Italia viva.

Altri nodi su cui Italia viva vuole tornare riguardano il decreto fiscale. In particolare, il problema delle false cooperative che, per i renziani, "non può essere risolto andando a gravare di compiti burocratici le imprese sane" imponendo loro di fare da sostituto di imposta per gli appaltatori: "L'abbiamo fatta un po' ammorbidire - sottolinea Marattin - ma onestamente vorremmo fare qualche riflessione in più se sia giusto attribuire alle imprese una responsabilità che sta alla agenzia delle entrate, pur con la giusta finalità di volere combattere le finte cooperative".

Il M5s ha posto anche il tema del regime forfettario per le partite Iva sotto i 65 mila euro: "Siamo molto soddisfatti per la cedolare secca, misura che volevamo, ma adesso vanno trovate risorse per la flat-tax e tutte le forze politiche al tavolo si sono impegnate per questo", viene riferito da fonti parlamentari del Movimento.