La maledizione di Villa Altachiara a Portofino

Di Antonia Matarrese
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Photo credit: Roberto Lo Savio / EyeEm - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Il nome deriva da Highclere Castle, splendida dimora inglese proprietà dei Conti di Carnarvon, salita agli onori della cronaca in quanto set della fortunata serie televisiva Downton Abbey. Lontana dai rumori e dalla mondanità della piazzetta di Portofino Villa Altachiara, una trentina di stanze affacciate sulla terrazza che guarda il mare a perdita d’occhio, fa parte di quel lembo di Liguria anglosassone molto amato fin dai primi del Novecento. Intorno agli anni Venti vi soggiornò George Herbert, V Conte di Carnarvon, egittologo e collezionista d’arte che scoprì insieme al collega Howard Carter il sarcofago di Tutankhamon, foriero di disgrazie. Qualche tempo dopo, Lord Carnarvon morì di polmonite al Cairo e una giovane nipote cadde rovinosamente dalle scale esterne che collegavano la villa ai dintorni. Era buio fitto.

Costruita nel 1874 e circondata da un parco di 3 ettari con tanto di bosco, frutteto, giardino botanico ed eliporto, Villa Altachiara è stata scenario della tragica e misteriosa morte di Francesca Vacca Graffagni vedova del conte Corrado Agusta, proprietario dell’omonima azienda di elicotteri. Una vita dorata, la loro, fatta di feste, viaggi, incontri con i potenti del pianeta. Quando la mattina del 9 gennaio 2001 si persero le tracce della contessa, gli inquirenti pensarono a un rapimento. Invece il corpo, divorato dai pesci, fu ritrovato dai sommozzatori tre settimane dopo, a Tolone. Unico segno di riconoscimento, la vera nuziale della madre che Francesca Vacca Agusta non toglieva mai. Lei che aveva sfoggiato gioielli miliardari. In ballo cinque testamenti e una guerra a colpi (bassi) di carte bollate per mettere mano su un patrimonio valutato 500 miliardi di vecchie lire.

Nei saloni di Villa Altachiara, arredati con gusto floreale da Renzo Mongiardino, spenta l’eco delle serate mondane, un silenzio assordante teneva compagnia alla contessa. Quella sera di gennaio indossava un accappatoio bianco, con le iniziali ricamate. Sembrava il fantasma di un’altra celebre contessa da film, Ava Gardner, bellissima anche lei e dal destino segnato, protagonista de La contessa scalza girato nel 1954 proprio nel Golfo del Tigullio. Che sarà sarà……