"La mancata approvazione del ddl Zan ha un nome e cognome: Matteo Renzi"

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The spokesperson of the "Sardines" an Italian grass-roots movement against right-wing populism, Mattia Santori, talks during a gathering in St. John at the Lateran Square  on December 14, 2019 in Rome (Photo by Andrea Ronchini/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via NurPhoto via Getty Images)
The spokesperson of the "Sardines" an Italian grass-roots movement against right-wing populism, Mattia Santori, talks during a gathering in St. John at the Lateran Square on December 14, 2019 in Rome (Photo by Andrea Ronchini/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via NurPhoto via Getty Images)

Sul ddl Zan “la responsabilità, e non solo da oggi, della mancata approvazione al Senato della nostra Repubblica, che dovrebbe rimuovere gli ostacoli all’uguaglianza, ha un nome e un cognome: Matteo Renzi”. Così una nota delle Sardine.

″È necessario mobilitarsi ancora, dopo il dibattito già surreale sulla ‘libertà di odiare’, perché le aggressioni e l’esclusione sociale non sono sufficienti a una certa politica con la p minuscola. Il senatore Renzi ieri era in Arabia Saudita, che forse è anche il suo riferimento per i diritti umani, durante il voto decisivo al Senato di oggi che ha affossato il ddl Zan. Un passo di civiltà che, seppur come sempre da ultimi in Europa, avremmo potuto fare”, accusano dal movimento antagonista del sovranismo.

Secondo Mattia Santori e le altre Sardine Renzi non trova il tempo per la lotta alle discriminazioni e ai crimini d’odio, ma “trova invece il tempo di incontrare Gianfranco Miccichè per siglare il patto con Forza Italia per gruppi e liste comuni, o di andare in Arabia Saudita a fare commercio di se stesso col Re”. “I senatori sovranisti che festeggiano la negazione dei diritti, l’accettazione della violenza e dell’ignoranza, sono un’immagine indimenticabile: così lontana dalla società che gli italiani e gli europei, soprattutto giovani, vivono”, concludono Santori e le altre Sardine.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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