La manovra è "un risultato accettabile”, dice Teresa Bellanova

alberto ferrigolo

La manovra? “Un risultato accettabile” ma anche “il primo banco di prova vero della nostra capacità di tenuta e sintesi”. In un'intervista al Corriere della Sera la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova, plenipotenziaria della guida di Italia viva di Matteo Renzi nel governo, commenta così il varo della legge finanziaria avvenuto nella notte. E ascrive al nuovo gruppo costituito dall'ex premier ed ex segretario del Pd Renzi l'aver ottenuto il non aumento dell'Iva, un. Blocco che “è un pezzo del patto fondativo di governo” specifica nelle prime battute del colloquio.

Poi però poi elenca anche il Family act, che “prende forma” con 600 milioni per le famiglie, asili nido, sette giorni di permesso di congedo per i padri. “Le famiglie si tutelano così, perché non si debba scegliere tra fare figli e lavorare”, precisa. E Terranova è anche soddisfatta perché “rimettiamo al centro dell'Agenda l'agricoltura” dice. Ovvero, l'Irpef agricola, il fondo di solidarietà per l'emergenza cimice asiatica, sostegno ai giovani e alle donne. “Le nostre priorità sono chiare: crescita e inclusione, qualità territoriale fisica e sociale”. Tutte, per altro, priorità del governo Renzi “e hanno funzionato”, sottolinea.

Però c'è anche qualcosa che non convince la ministra, frutto anche del fatto che “siamo una maggioranza composita, la sintesi è un lavoro” e perciò “la sobrietà nelle dichiarazioni preziosa”, tuttavia – dice – “quota 100, l'ho sempre considerata una misura inopportuna, senza togliere a nessuno il diritto alla pensione” in quanto di tratta di un provvedimento “non strutturale, a tempo e per pochi”. E poi “non considera i lavori usuranti, discrimina i lavoratori e sottrae, in una situazione in cui la coperta è stretta, risorse a migliaia di giovani e famiglie”. Mentre “abbiamo proposto di investire quelle risorse su famiglie, giovani, chi il lavoro lo cerca e se fossero destinate alla crescita lo potrebbe trovare, chi difficilmente avrà una pensione perché non l'ha maturata nonostante anni di lavoro” dichiara. Ma omette di dire cosa avrebbe voluto Italia viva nella manovra che non c'è per non fare “il gioco del più uno”.

Infine, quanto ai desiderata di Conte che vuole azioni più stringenti sull'evasione, Bellanova sostiene che “il deterrente non sono né le manette né l'entità della pena”. Semmai “la confisca dei patrimoni alla criminalità mafiosa dice cos'è che fa male. Chi utilizzava il contante continuerà a farlo. La fatturazione elettronica l'abbiamo fatta noi, e ha permesso a questa manovra qualche agio in più”. Alle manette, spiega la ministra, “ preferisco la semplificazione, la sburocratizzazione, un patto sociale con il Paese”. “E se lo sai mantenere, funziona meglio e dà di più”, garantisce.