La Manovra arriva in Parlamento: cosa resta e cosa cambia

La Manovra arriva in Parlamento: cosa resta e cosa cambia (REUTERS/Piroschka van de Wouw)

La nuova versione della legge di bilancio è pronta e verrà inviata a breve in Parlamento. Il testo della Manovra è composto da 119 articoli ed è lungo 90 pagine. La Ragioneria dello Stato ha bollinato, dunque certificato, gli articoli della finanziaria che il 4 novembre approderà in Senato per l'esame parlamentare. Dovrà essere convertita in legge entro il 31 dicembre ed entrerà in vigore l'1 gennaio 2020. Si tratta di una manovra da 30 miliardi, di cui 16 coperti in deficit e 14 da tasse, tagli e nuove entrate dalla lotta all'evasione. Uno dei primi interventi riguarda "la sterilizzazione delle clausole Iva". Ecco le ultime novità.

Cosa resta e cosa cambia

L'aliquota base della nuova Imu, frutto della fusione tra Imu e Tasi, sarà dell'8,6 per mille e i sindaci potranno aumentarla fino a un massimo del 10,6 per mille. Solo nel 2020, ed entro il livello già stabilito per le due imposte, la nuova Imu potrà essere portata fino all'11,4 per mille. Con delibera comunale si potrà decidere anche di ridurla fino ad azzerarla. I sindaci potranno decidere di annullare anche il prelievo su ville, castelli e abitazioni di pregio, per i quali l'imposta si applica anche quando sono prima casa. Le case date in affitto a canone concordato continueranno a godere dello sconto del 25% anche con la nuova Imu.

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Dalla relazione tecnica allegata alla versione 'bollinata della Manovra’ si evince che mantenere al 10% e non portare al 15% la cedolare secca sugli affitti a canone concordato determinerà per lo Stato una perdita di gettito di 200 milioni di euro nel 2020, di 223 milioni nel 2021 e di 212 milioni nel 2022.

Stretta su partite Iva da 824 milioni nel 2021, 568 nel 2022

La stretta sul forfait al 15% per le partite Iva vale 894 milioni nel 2021 e 568 milioni nel 2022. Il paletto più "pesante" è quello sul divieto di cumulo per chi ha altri redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30mila euro, che vale 593,8 milioni nel 2021 e 350 milioni nel 2022. Con lo stop alla flat tax sopra i 65mila euro che doveva scattare dal 2020, invece, lo Stato "risparmia" 154 milioni nel 2020, ma ben 2,5 miliardi nel 2021 e 1,5 miliardi nel 2022 quando la norma sarebbe dovuta entrare a regime.

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Confermata la plastic tax (che da sola vale un miliardo il primo anno e 2,2 miliardi il secondo) per monouso e per tappi ed etichette di plastica. Tassato anche il polistirolo. Introdotta anche la sugar tax sulle bevande zuccherate (233 milioni nel 2020 e 262 milioni nel 2021).

Il gettito previsto dallo Stato con l'aumento delle tasse sulle auto aziendali sarà di 332 milioni di euro nel 2020. Salirà fino al 2022, quando raggiungerà i 378 milioni, e poi comincerà a scendere, arrivando a 360 milioni nel 2026. Secondo i dati della relazione tecnica allegata alla manovra, i veicoli immatricolati nel 2018 e intestati a partite Iva sono 840mila: per circa 43mila di questi la tassa passa dal 30% al 100% e per circa 754mila passa al 60%.

Nel complesso, le nuove tasse introdotte e la stretta fiscale che riguarda le auto aziendali aumenteranno nel 2020 il prelievo fiscale per oltre 2 miliardi. Ma l'anno successivo l'incasso raddoppierà a oltre 4 miliardi perché il gettito della plastic tax sale, come anticipato, a 2,2 miliardi e arriva l'effetto della stretta sulle agevolazioni fiscali legate solo ai pagamenti con la carta. E proprio quest’ultima norma prevista in Manovra alleggerirà la tasche dei contribuenti di circa 868 milioni.

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Da Comuni a Regioni, il rinnovo del contratto costa 2,5 miliardi. I 3 miliardi e 175 milioni per il rinnovo del contratto degli statali, che entrerà a regime nel 2021, corrispondono ad aumenti in busta paga del 3,5%. Quello per il settore non statale, compresi Comuni ed enti locali, vale 2,53 miliardi, sempre a regime, di cui dovranno farsi carico i bilanci dei territori. La somma totale per il rinnovo di tutto il pubblico impiego, quasi 3,3 milioni di dipendenti, ammonta così a 5,7 miliardi di euro. E il rialzo del 3,5% vale anche per la sanità.

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Bonus bebè per 440mila

Novità sul fronte “Bonus bebè”: circa un terzo dei beneficiari riceverà il massimo dell'assegno, 160 euro al mese, perché il nuovo nato arriverà in famiglie con Isee sotto i 7mila euro. I nuovi nati del 2020 vengono indicati in 440mila di cui 140mila in famiglie povere. La metà degli assegni sarà comunque maggiorato del 20% perché andrà a figli dal secondo in poi.

Pensioni

Solo 8 milioni lordi (6 milioni al netto delle tasse) destinati alle pensioni fino a 4 volte il minimo (2.052 euro lordi al mese) che dal 2020 saranno rivalutate in modo pieno (100%) all'inflazione. La Cgil calcola in 2,8 milioni i pensionati beneficiati che dunque riceveranno circa 3 euro lordi in più all'anno (25 centesimi al mese).

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Stop al super ticket costa 185 milioni

L'abolizione del super ticket per le prestazioni sanitarie partirà a settembre del 2020 e farà mancare nelle casse del servizio sanitario, solo il prossimo anno, 185 milioni. Mentre a partire dal 2021 il minor gettito, che dovrà essere compensato dallo Stato, sarà pari a 554 milioni di euro.

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