La manovra lascia strascichi. Sul contante è lite Italia Viva/Pd in Cdm, poi M5S rievoca la "manina"

Pietro Salvatori
Cdm

Nelle prime due ore il Consiglio dei ministri fila via liscio. Laborioso. Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri spiegano i dettagli, rispondono alle domande. Dai ministri di spesa arrivano le osservazioni più corpose, le domande di chiarimenti, le richieste sui margini di allargamento. Intervengono in batteria Istruzione, Difesa, Sanità, Interno, Infrastrutture. Il tandem premier – ministro dell’Economia che tiene in mano le redini della manovra risponde con pazienza, dissipa i dubbi, rassicura, dice qualche no. Definiti i perimetri di spesa entro cui muoversi, manovra e Documento programmatico di bilancio passano senza troppe difficoltà. Si decide per la formula “salvo intese” non per nodi irresolubili, ma perché la carne al fuoco è tanta, e il Tesoro con i diversi ministeri devono limare i dettagli delle varie misure.

Il caos esplode sul decreto fiscale. Il premier espone le misure: tra queste l’abbassamento della soglia di utilizzo dei soldi liquidi da 3 mila a mille euro. Teresa Bellanova, capo delegazione di Italia viva in Cdm, sbatte metaforicamente i pugni sul tavolo: “Se è così, quando lo votate noi usciamo dalla sala”. Scoppia il parapiglia, i toni si accendono. Il capo delegazione dei renziani offre la mediazione: “Riduciamo il contante, progressivamente, ma solo se azzeriamo le commissioni bancarie”. Proposta irricevibile. Si determina una dinamica tutta interna al Nazareno che fu. Agli attacchi della Bellanova rispondono in batteria Dario Franceschini, Francesco Boccia e lo stesso Gualtieri. La pasionaria renziana non molla, la discussione si incarta. I 5 stelle messaggiano compulsivamente con Luigi Di Maio, a Washington per impegni di ministero. Rimangono a guardare. “Avevamo i popcorn in mano”, scherza uno di loro, divertito dal vedere come gli uomini di Renzi sostengono una battaglia che condividono ma che fanno fatica a sostenere davanti la parte più manettara del loro governo.

Appena scoppia la bagarre, all’una di...

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