La mastectomia raccontata dalle donne che hanno smesso di avere paura

Di Fabrizia Mirabella
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Lynsey Addario
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From Marie Claire

“Era l’11 ottobre 2018, era il giorno in cui la vita che conoscevo stava per essere spazzata via da un mi spiace, è un cancro”.

“Riesco ancora a sentire i rivoli di lacrime che colavano sulle guance come una valanga”.

“Il più grande shock della mia vita”.

“L’unica volta in cui ho maledetto l’aver avuto dei figli”.

“La prima volta che ho provato paura, davvero”.

Queste non sono solo le frasi di un articolo che leggerete sullo schermo capacitivo del vostro smartphone, tra una fermata di metro e un’altra. Queste non sono solo le storie intime di una manciata di donne su miliardi al mondo. Queste non sono solo voci, solo corpi, solo cicatrici. Queste sono le lettere di undici donne sopravvissute al cancro al seno. Diari aperti dedicati a loro stesse, del passato e del futuro, alle donne che stanno combattendo in una corsia d’ospedale, a noi che leggiamo/ascoltiamo/giudichiamo in silenzio le loro vite. Narrazioni spezzate dalle emozioni e dai frame della campagna formato corto d’autore lanciata da Stella McCartney per la sensibilizzazione al tumore al seno. A cura della fotoreporter premio Pulitzer Lynsey Addario e della documentarista e attivista Alice Aedy, il video intitolato A Letter to My Loved Ones ritrae donne provenienti da diverse parti del Regno Unito che hanno deciso di mettersi coraggiosamente a nudo per mostrare le loro anime e le loro cicatrici, proprio in occasione dell'Ottobre Rosa, il mese dedicato alla prevenzione.

Photo credit: Lynsey Addario
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"Ogni giorno penso al dolore che mi ha provocato perdere mia madre Linda, la persona a me più cara, portata via da questa tremenda malattia”, ha confessato Stella McCartney. “Ho un'ammirazione profonda per queste donne, sia per quelle che hanno condiviso le loro storie commoventi. Quasi 11.500 cittadini britannici muoiono di cancro al seno ogni anno. In Stella McCartney, siamo sostenitori del test preventivo e del rilevamento precoce per evitare la perdita dei nostri cari”, continua la designer inglese che ha deciso di appellarsi a quel milione di donne che durante il lockdown nel Regno Unito, come stimato dalle ricerche di Breast Cancer Now, hanno saltato l’appuntamento per la mammografia a causa della sospensione dei programmi di screening del seno. E lo fa anche attraverso la raccolta fondi, a profitto della fondazione Stella McCartney Cares, tramite la vendita del set di lingerie Whitney Popping in edizione limitata color rosa.

Photo credit: Lynsey Addario
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"Non credo che la gente si renda conto a quante giovani donne venga diagnosticato il cancro al seno. Molte di loro inizialmente furono addirittura ignorate dai propri medici di famiglia”, ha raccontato Lynsey Addario. “È stato difficile ascoltare queste storie, ma il tema ricorrente è che ogni donna è stata così incredibilmente ottimista e resiliente e ha davvero cercato di trovare una sorta di forza nel proprio cancro”, ha proseguito la regista che ha ritratto Mel Bastien, Caroline Boore, Emma Campbell, Lizzi England, Leanne Hughes, Jane Hutchinson, Keely Joseph, Gemma Longland, Sharon Marshall-Green, Louisa Rasmussen, Toral Shah e Nisha Tanna, mentre nelle loro case durante il lockdown indossavano i reggiseni post-operatori Stella McCartney.

“La mastectomia è il momento in cui realizzi che puoi stare in lutto per una parte del tuo corpo”.

“Chi mi giudicherà? Come lo farà? Come mi guarderò io, adesso?”.

“Ho deciso che il mio sorriso non ha il cancro, il mio cuore non ha il cancro, la mia anima non ha il cancro”.

“Ho accettato il mio seno, è una sensazione strana, diversa, qualcosa che non avevo mai provato prima. Come lasciar scorrere la pioggia sulla testa, quando non hai semplicemente voglia di indossare una parrucca”.

“Non si può affrontare una battaglia senza cicatrici, io sono qui”.