La memoria dei commissari Ilva: "Da Mittal inadempimento del contratto, con passo indietro -3.5% di Pil"

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“Le conseguenze economiche attivate dall’inadempimento di ArcelorMittal”, ossia “il fallimento del progetto di preservazione e rilancio dei Rami d’azienda”, porterebbero “ad un impatto economico pari ad una riduzione del Pil di 3,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil italiano e allo 0,7% del Pil del Mezzogiorno”. Lo scrivono i legali dei commissari dell’ex Ilva nella memoria depositata nella causa civile in corso a Milano sull’addio del gruppo franco indiano al polo siderurgico con base a Taranto.

“Calpestando gli accordi stipulati e gli obblighi assunti”, sciogliendo il contratto, il danno creato da ArcelorMittal sarebbe “incalcolabile e concretamente irreparabile” con “pregiudizi diffusi” a carico “dell’intero tessuto socioeconomico delle aree interessate”. E l’ex Ilva in amministrazione straordinaria “non ha né la struttura, né i mezzi per reagire all’inadempimento” di Mittal “per mitigarne i danni”, scrivono ancora gli avvocati dei commissari nella memoria di replica depositata ieri sera nella causa a Milano.

La tesi di ArcelorMittal di una ‘esatta esecuzione’ del contratto di affitto degli stabilimenti di Taranto ”è del tutto mistificatoria” e porta ad evidenziare come il gruppo “non abbia mai regolarmente adempiuto al contratto e il livello del proprio inadempimento si sia gradualmente accresciuto man mano che la controparte comprendeva la propria inabilità a gestire in modo economicamente efficace i rami d’azienda presi in carico”.

Nella memoria depositata al giudice civile, i commissari dell’ex Ilva contestano ad Arcellor Mittal di non fargli verificare le condizioni dello stabilimento in affitto. “Nonostante gli impegni assunti in udienza - si legge nel documento - si rifiuta ostinatamente di consentire alle ricorrenti qualsiasi tipo di verifica e sopralluogo finalizzati a controllare l’effettiva situazione e la correttezza della ben laconica, generica e del tutto insufficiente...

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