La micro distilleria di Salerno che produce il gin “Xamorfos”

Image from askanews web site
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Milano, 13 set. (askanews) - "Il mio obiettivo è quello di arrivare a settemila bottiglie l'anno oltre le quali non andare. Sono da solo e così voglio restare, non mi interessa ampliarmi né crescere, voglio rimanere artigianale come sono adesso, fare piccole quantità per mantenere alta la qualità: sono io che peso le spezie, che taglio 'testa' e 'coda' del distillato, sono responsabile del gusto dall'inizio alla fine e voglio continuare a controllare tutto io". Ha le idee chiarissime il giovane Lorenzo Spagnolo, che a Salerno, con la sua micro "Distill Hub", produce in modo artigianale con un alambicco Frilli da 250 litri, "Xamorfos" un morbido gin "London dry" con 10 spezie: ginepro, coriandolo, angelica, radice di Iris, foglie di Kaffir, lemongrass, pepe di Timut, pepe rosso di Kampot e rosa rossa e sambuco in corrente di vapore.

Askanews lo ha incontrato alla decime edizione della manifestazione "TheGinDay" che si è tenuta l'11 e 12 settembre scorsi a Milano. "La distilleria è nata 16 mesi fa, faccio 2.500 bottiglie imbottigliandole una ad una e numerandole a mano" ha spiegato Spagnolo, aggiungendo "ho iniziato per passione nel 2016 con un alambicco da due litri, poi l'anno dopo ne ho preso uno da 10 litri e facevo bottiglie da regalare agli amici tanto che poi ho messo in etichetta la scritta 'distillato legalmente dal 2021'".

"L'idea nasce per alcolismo e passione: quando la spesa per il gin si è fatta insostenibile mi sono messo a farne uno che mi piacesse e non mi stancasse, e quando dopo gli amici anche i bar hanno iniziato a chiedermelo, ho deciso di lavorarci seriamente" ha continuato Spagnolo, che ha lasciato il suo lavoro di fonico e di post produzione audio per mettersi "a lavorare con le mani e fare un prodotto concreto che mentalmente mi appaga di più: e oggi sono felice". La piccola distilleria si trova "nella casa in cui sono cresciuto, un casale del '700, che ha alle spalle una stalla, sempre mia". "Xamorfos" (cioé "senza forma" preceduto dal numero delle botaniche), è oggi distribuito da Roma in giù e a Milano, ma presto si potrà trovare anche a Bologna e Torino, in Norvegia, Germania e probabilmente, esito dell'evento milanese, anche in Giappone.