La missione della Nasa Dart cattura l’immagine della stella Vega

Image from askanews web site
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Roma, 20 giu. (askanews) - Mentre viaggia verso il suo obiettivo, la coppia di asteroidi Didymos e Dimorphos, la sonda Dart della Nasa ha avuto modo di mettere alla prova la sua strumentazione. Il team del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (Apl) - che gestisce la missione per conto della Nasa - ha catturato circa 150.000 immagini di varie stelle utilizzando la fotocamera del veicolo spaziale, la Didymos Reconnaissance and Asteroid Camera for Optical Navigation (Draco).

DART(Double Asteroid Redirection Test) è la prima missione di test di difesa planetaria al mondo con l'obiettivo di colpire intenzionalmente l'asteroide Dimorphos per modificarne leggermente il movimento nello spazio. Sebbene nessuno dei due asteroidi rappresenti una minaccia per la Terra, la missione DART intende dimostrare che un veicolo spaziale può navigare autonomamente verso un impatto cinetico su un asteroide bersaglio relativamente piccolo e che questa è una tecnica praticabile per deviare un asteroide veramente pericoloso, se mai ne venisse scoperto uno. DART raggiungerà il suo obiettivo il 26 settembre 2022.

Il 27 maggio scorso - informa Global Science, il notiziario online dell'Agenzia spaziale italiana - Dart ha puntato Draco verso Vega, una delle stelle più luminose del cielo notturno. La prima immagine in bianco e nero scattata mostra un punto chiaramente luminoso in lontananza: a 25 anni luce di distanza Vega è relativamente vicina al nostro Sistema Solare. L'immagine è intenzionalmente saturata per supportare quello che viene chiamato un test di luce diffusa. Le sei 'punte' visibili ai margini della stella sono il risultato del modello di diffrazione dalla struttura che tiene in posizione lo specchio secondario della fotocamera.

Draco svolge un ruolo critico nella missione: non si limiterà ad acquisire le immagini dei due asteroidi, ma supporterà il sistema di guida autonoma della sonda Smart Nav, che guiderà Dart verso la sua destinazione finale.

A bordo di Dart c'è anche LiciaCube, un nanosatellite italiano costruito da Argotec con il coordinamento dell'Agenzia Spaziale Italiana, mentre il team scientifico è composto da una vasta comunità italiana che coinvolge numerosi membri di enti di ricerca e accademie, coordinato da INAF.

LiciaCube - 10 giorni prima dell'impatto - verrà rilasciato nello spazio ed effettuerà, in navigazione autonoma, un fly-by del sistema asteroidale mantenendosi a circa 50 chilometri di distanza. Con le sue due telecamere a bordo (Leia, Liciacube Explorer Imaging for Asteroid; e Luke, Liciacube Unit Key Explorer) sarà testimone diretto dell'impatto di Dart su Dimorphos.

Il team LiciaCube, tutto italiano, comprende ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, del Politecnico di Milano, delle Università di Bologna e Parthenope di Napoli, dell'Ifac-Cnr di Firenze. LiciaCube sarà la prima missione nello spazio profondo sviluppata e gestita autonomamente da un team italiano e, oltre a testimoniare in-situ l'impatto di Dart, realizzerà scienza autonoma durante il suo fly-by con Dimorphos.

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