La mobilitazione “segreta” russa dopo sconfitte in Ucraina

Image from askanews web site
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Milano, 16 set. (askanews) - Sullo sfondo della riuscita controffensiva delle forze armate ucraine nella regione di Kharkiv, il Cremlino sta intensificando una mobilitazione "segreta" senza mettere in atto per ora la mobilitazione generale. Lo afferma in una rassegna analitica l'American Institute for the Study of War (ISW).

"Il Cremlino sta rispondendo alla sconfitta intorno all'Oblast di Kharkiv stabilendo le condizioni per la mobilitazione generale" si legge. L'Isw nota inoltre che "il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha invitato tutti ad avviare 'l'automobilitazione' e a non aspettare che il Cremlino dichiari la legge marziale". Il 15 settembre il Ministero della Difesa russo ha annunciato che sta costruendo una nuova e moderna "città militare" a Sernovodskoye, nella Repubblica cecena. Kadyrov ha affermato inoltre che ogni regione deve dimostrare la sua disponibilità ad aiutare la Russia reclutando almeno 1.000 militari invece di tenere discorsi e condurre eventi pubblici infruttuosi. La giornalista russa Margarita Simonyan, molto vicina a Putin, gli ha fatto eco, chiedendo volontari.

"Il successo dell'offensiva delle forze armate ucraine e la ritirata dell'esercito russo nella regione di Kharkiv potrebbero portare alla transizione della Russia verso la mobilitazione". Lo affermava il 12 settembre il politologo russo direttore dell' "Istituto di studi politici" Sergey Markov sul suo canale Telegram.

La sconfitta intorno a Kharkiv ha spinto il Cremlino ad annunciare una campagna di reclutamento in tutta la Russia. I funzionari del Cremlino e i media statali non avevano precedentemente presentato richieste di reclutamento a livello nazionale, ma avevano invece incaricato funzionari e organi di stampa locali di generare forze apparentemente di propria iniziativa. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha accolto con vago favore la creazione di tali battaglioni il 12 luglio, mentre alcuni esponenti russi hanno pubblicizzato e finanziato la campagna di reclutamento del battaglione di volontari regionali.

Gli autori di Isw suggeriscono che le autorità russe abbiano deciso di abbandonare l'idea di proteggere i residenti di alcune regioni dal reclutamento in Ucraina, principalmente a Mosca. Anche se, secondo Isw, fino a poco tempo fa le autorità russe hanno cercato di negare la creazione del cosiddetto "reggimento Sobyanin", di cui ha scritto il sito in lingua russa Meduza.

Come sottolineano gli analisti di Isw con riferimento a The Insider, in alcune regioni russe, ad esempio Buriazia, Calmucchia, Tuva e Yakutia, cresce l'insoddisfazione per il reclutamento in "battaglioni" sulla base "dell'omogeneità etnica o dell'origine comune".

Un altro modo per rafforzare il raggruppamento delle truppe russe in Ucraina, scrive Isw, potrebbe essere il trasferimento di unità dalle basi militari nelle repubbliche dell'ex Urss. Ma questo, a sua volta, potrebbe indebolire l'influenza russa in questi paesi.

Mosca ha quasi certamente prosciugato gran parte delle forze originariamente di stanza nelle basi russe negli ex stati sovietici da quando l'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia è iniziata a febbraio, probabilmente indebolendo l'influenza russa in quegli stati.

Un'indagine di Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL) ha riferito il 14 settembre che l'esercito russo ha già schierato circa 1500 militari russi dalla 201a base militare russa a Dushanbe, in Tagikistan, in Ucraina dall'inizio dell'invasione su vasta scala e prevede di schierare in futuro 600 persone in più dalle strutture di Dushanbe e Bokhatar, città del Tagikistan meridionale.

Il tutto ha un automatico riflesso sulla stabilità degli stati dell'Asia centrale: degni di nota gli scontri di confine tra Kirghizistan e Tagikistan. Tagikistan e Kirghizistan sono entrambi membri dell'Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (CSTO) controllato dalla Russia. A questo si accompagna la rinnovata guerra tra l'Azerbaigian e l'Armenia. Le forze russe hanno ritirato 800 soldati dall'Armenia all'inizio della guerra per ricostituire le perdite in Ucraina.