La moglie del domatore ucciso dalla tigre dichiara: “Non sopprimetela”

moglie del domatore ucciso

Ettore Weber, 61 anni, era solito ultimare i dettagli in vista dell’imminente spettacolo. Fanpage.it lo ricorda come uno dei più celebri domatori. Tuttavia, nonostante quel rapporto quasi simbiotico con gli animali, gli è stato sufficiente un movimento sbagliato per sbranato dalle tigri. I soccorsi hanno potuto fare ben poco: l’uomo è deceduto a causa delle gravi ferite riportate. La moglie del domatore ucciso difende l’animale e chiede che non venga soppresso.

Sulla tragedia al Circo Orfei la procura di Bari ha aperto un’inchiesta. Preme accertarsi che gli animali fossero tenuti nelle condizioni prescritte dalla normativa. Per questa ragione, gli inquirenti stanno esaminando tutte le autorizzazioni concesse al circo. Al momento le tigri sono state poste sotto sequestro e affidate allo Zoosafari di Fasano, nel brindisino. Così informa Fanpage.it.

Moglie del domatore ucciso, le sue dichiarazioni

“Ogni sera allineiamo le tigri e facciamo un’esibizione privata tra di noi, per avere un contatto costante con gli animali. C’è un protocollo: mio marito prepara la carne dalla cintura e la dà quando le tigri fanno l’evoluzione. I felini escono dal carro e li posizioniamo nel tunnel vicino alla gabbia. Mio marito entra nella gabbia: io e lui abbiamo un’intesa di 40 anni, con gli occhi ci capiamo. Qualsiasi allarme ce lo comunichiamo in un istante”. Così la moglie ha descritto gli attimi prima dell’aggressione violentissima subita dal marito.

Quindi ha continuato: “La prima tigre è salita sullo sgabello, mio marito è indietreggiato mentre io facevo venire la seconda tigre. Lui ha fatto 3 passi in più rispetto al solito e, girandosi, è finito sotto alla tigre”. “Gli altri felini non lo hanno aggredito. Sono tornate impaurite dentro il tunnel. La tigre che l’ha colpito, Sultan, è rimasta sopra mio marito, come a vegliarlo, come se si fosse resa conta dell’errore“, è il suo racconto.

Poi il triste e spaventoso presentimento: “Pochi minuti prima mi ha anche detto: “Loredana, proviamo o no?”. Io gli ho chiesto se avesse preparato tutto, il tempo era molto strano. E’ come se avessimo avuto un segnale, quella sera era un caldo allucinante“. Nonostante il lutto e il vuoto che Loredana vive quotidianamente per la perdita del marito, non vuole che la tigre venga soppressa: “Se io mi avvicino a uno strapiombo per farmi un selfie, non è colpa del burrone se muoio. Le tigri le abbiamo cresciute col biberon nella roulotte”. Con questo commento, infine, la donna spiega la reazione dell’animale, conseguenza di un gesto erroneo compiuto dal marito.