La moglie di Alessandro Talotti: "Mi ha nascosto il tumore per proteggere la mia gravidanza"

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Alessandro Talotti all'Olimpiade di Atene nel 2004 (AP Photos/David J. Phillip)
Alessandro Talotti all'Olimpiade di Atene nel 2004 (AP Photos/David J. Phillip)

Un guerriero nello sport e anche nella vita. Un uomo che ha saputo amare con tutto se stesso. Questo il ritratto che la moglie Silvia Stibilj, sei volte campionessa del mondo di pattinaggio artistico a rotelle, fa di suo marito Alessandro Talotti, ucciso da un tumore a soli quarant'anni. "Mi aveva tenuto nascosta la malattia per proteggere la mia gravidanza", ha raccontato Silvia in una intervista, "ha lottato fino alla fine e, quando ha capito che ormai non c'era più niente da fare, ha sospeso le cure ed è morto a casa, senza rabbia e senza soffrire". Da pochi mesi Talotti aveva avuto la gioia di diventare papà.

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"Gli ho fatto mille foto con nostro filio", ha raccontato la moglie. Alessandro Talotti è stato uno dei più grandi atleti di salto in alto italiani, con un record personale di due metri e 32. Aveva partecipato alle Olimpiadi di Atene, dove era arrivato in finale, e anche a ai Giochi di Pechino. Poi ha scoperto di avere un tumore terribile, che non gli ha lasciato scampo. "Ci siamo conosciuti a una premiazione a Udine", ha raccontato la moglie, "il giorno dopo ha cominciato a scrivermi dei messaggi. Giovedì prossimo avremmo festeggiato i nostri primi tre anni assieme".

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Talotti ha scoperto di avere il tumore lo stesso giorno in cui con la moglie hanno saputo che sarebbero diventati genitori. "Mi tenne nascosta la cosa per mesi, si inventava piccoli malesseri allo stomaco causati allo stress e dal tanto lavoro", ha raccontato la moglie, "Spiegava che tutto si sarebbe risolto presto. Faceva la chemio e poi andava a dormire a casa di sua madre, affinché non mi accorgessi che stava male. La scusa era che non voleva rischiare di contagiarmi con il Covid. Mi ha detto la verità solo quando non poteva più nasconderla".

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"Alessandro affrontava la malattia con lo spirito del saltatore", ha aggiunto Silvia Stibilj, "di chi sa che per andare oltre l’asticella bisogna curare ogni dettaglio, soprattutto sul piano mentale". A ottobre la gioia di diventare padre: è nato il piccolo Elio. Poi la situazione si è aggravat sempre più, fino alla fine.