La moglie di David Rossi: "Mio marito suicida? No, custodiva segreti"

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(Photo: Facebook)
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“Avevamo semplicemente ascoltato quello che i magistrati ci avevano detto. Davanti a tutti quegli elementi, che motivo avevo io di diffidare dei magistrati? Ero travolta da un dramma”. Antonella Tognazzi, moglie di David Rossi, il capo della comunicazione di Mps che la sera del 6 marzo 2013 precipitò dal terzo piano di Rocca Salimbeni, a Siena, sede della banca, dove aveva il suo ufficio, spiega così, in un’intervista al Corriere della Sera, il fatto di aver creduto all’ipotesi di suicidio del marito. Al termine di due inchieste e migliaia di pagine tra documenti e testimonianze, “si parla di prove inquinate - afferma - Provo rabbia. Il mio David non si è suicidato. Custodiva segreti”.

La Tognazzi elenca i suoi dubbi: “La prima volta fu nel leggere questa presunta lettera di addio, che i pm mi mostrarono: ‘Ciao Toni... Amore, scusa’. David non mi aveva mai chiamato Toni. Mi chiamava Antonella e basta. E mai ‘amore’, nemmeno ‘scusa’, parola che non diceva mai pure quando ammetteva un errore. Poi iniziarono a dissequestrare gli apparecchi informatici di David. Mia cognata, Chiara Benedetti, ingegnere informatico, iniziò a lavorarci sopra. C’è una mail del 3 marzo, quella che David avrebbe inviato a Fabrizio Viola (allora amministratore delegato di Mps) scrivendo: ‘Stasera mi suicido sul serio. Aiutatemi!’. Perché nessuno ha risposto? Perché nessuno ha preso provvedimenti?”

Sugli ipotetici festini con sesso e droga e sull’ipotesi che potesse rivelare i nomi di chi vi partecipava, la moglie afferma di temere che “David custodisse informazioni molto sensibili, specie per il ruolo nevralgico che ricopriva in una città come Siena. Potrà riposare in pace - dice ancora - quando gli verrà resa giustizia e verrà riconosciuto che persona era David. Lo hanno fatto passare da tutto. E qualora si fosse voluto togliere la vita, come dice sua mamma Vittoria, non lo avrebbe fatto certo in banca. Non sono mai andata al cimitero e non ci andrò mai - conclude - perché fa troppo male e perché so che David sosteneva che quando si muore si va in cielo”.


L’intervista completa sul Corriere della sera

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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