La moglie di Talotti: "Alessandro ha affrontato la malattia con lo spirito del saltatore"

·Giornalista praticante
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Silvia Stibilj e Alessandro Talotti (Photo: Instagram)
Silvia Stibilj e Alessandro Talotti (Photo: Instagram)

“Alessandro aveva deciso di sospendere tutte le cure sperimentali tre settimane fa, rendendosi conto che l’asticella era ormai troppo alta per le sue condizioni fisiche. La sua è stata una scelta, non una resa”. Chi parla è Silvia Stibilj, moglie di Alessandro Talotti, l’atleta quarantenne primatista italiano di salto in alto morto lo scorso 16 maggio in seguito ad un tumore. Al Corriere della Sera Stibilj, che è stata sei volte campionessa del mondo di pattinaggio artistico a rotelle, racconta la malattia del marito e il loro rapporto.

“Se n’è andato a casa nostra, non in ospedale, se n’è andato senza soffrire e soprattutto senza rabbia, dopo aver affrontato la malattia con lo stesso spirito con cui gareggiava alle Olimpiadi. Ti alleni per vincere, sai che puoi perdere ma se hai lottato con tutte le tue forze devi soltanto accettare serenamente il risultato”.

La donna ha raccontato il momento in cui il marito ha scoperto la malattia. “All’inizio di febbraio del 2020 eravamo entrambi in ambulatorio per degli esami medici. Io scoprii di essere incinta di Elio, nostro figlio, lui di avere un tumore raro e già diffuso all’intestino”. Talotti però ha cercato di tenere nascosta la malattia alla moglie per molto tempo.

“Mi tenne nascosta la cosa per mesi, si inventava piccoli malesseri allo stomaco causati allo stress e dal tanto lavoro. Spiegava che tutto si sarebbe risolto presto. Era il suo modo di proteggere la mia gravidanza. Faceva la chemio e poi andava a dormire a casa di sua madre perché io non mi accorgessi che stava male. La scusa era che non voleva rischiare di contagiarmi con il Covid che in quei giorni dilagava in tutta Italia. Mi ha detto la verità solo quando non poteva più nasconderla, quando io ormai avevo capito tutto vedendo come stava. Poi sono arrivati i lunghissimi ricoveri in o...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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