La moglie è posseduta dal diavolo, il marito divorzia

Duccio Fumero
“Un’accurata valutazione psichiatrica che ha concluso che la signora non risulta affetta da alcuna conclamata patologia tale da poter spiegare i fenomeni”

Sembra una storia uscita da un brutto film di serie B, invece è tutto vero. Un uomo ha chiesto il divorzio da sua moglie, perché la donna sarebbe posseduta dal diavolo, dichiarando che il matrimonio sarebbe stato sconvolto dagli inspiegabili comportamenti ossessivi della moglie (con cui ha due figli) da lui ascritti a possessione demoniaca. E, per questo, ha chiesto il divorzio chiedendo l’addebito a carico della moglie per la “ossessione religiosa scatenatale dal 2007 da devastanti comportamenti compulsivi ascrivibili a possessione demoniaca”.

Una richiesta che, però, il tribunale non ha accettato. E non perché le motivazioni per il divorzio fossero assurde, anzi, ma perché il giudice ha riconosciuto che le prove raccolte “hanno sostanzialmente confermato la veridicità materiale dei fenomeni inspiegabili narrati dal marito […] che richiedono l’intervento di terze persone in funzione contenitiva”.

E così, se da un lato come detto il tribunale riconosce che “tutte testimonianze che convergono nel confermare comportamenti parossistici della signora” con “eventi singolari”, “fenomeni inspiegabili anche da un clinico medico”, testimoniati anche dopo “un’accurata valutazione psichiatrica che ha concluso che la signora non risulta affetta da alcuna conclamata patologia tale da poter spiegare i fenomeni”, dall’altro il giudice ha dato torto al marito. Perché, come si legge nella sentenza, “la separazione non può essere addebitata alla moglie perché difetta il requisito della imputabilità soggettiva di questi comportamenti“.

Insomma, “chiaramente ella è “agìta” e gli inspiegabili fenomeni subìti dalla signora sono la causa e non la conseguenza del suo atteggiamento di esasperata spiritualizzazione, attraverso il quale fa quello che può per guarire” scrive il tribunale. Che ha così negato l’addebito nei confronti della moglie e il marito otterrà la casa, ma lei avrà diritto a un assegno di mantenimento.

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