La morte di Papa Luciani e quei "gialli" smentiti dalle carte -3-

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Roma, 21 ott. (askanews) - O meglio: 'E' stato ucciso post mortem dal silenzio di quanti, fuori e dentro le mura vaticane, non hanno potuto trarre vantaggi personali in termini di onori mondani dal suo fugace passaggio, dalla sua limpida e scarna testimonianza evangelica. È stato ucciso post mortem dal sussiego di un oblio storico e storiografico perché sfuggente ai compartimenti stagni degli incasellamenti e ai ritorni d'interesse dei riscontri in chiave ideologica di quanti allora, come ancora oggi, confrontano gesti e parole con la tabella dei valori stabiliti dalle agende liberal o conservative. E' stato ucciso post mortem dall'avido accredito alle pièce teatrali di certa fumettistica noir che ha speculato abilmente sull'immaginario accattivante di una morte violenta relegandolo a una damnatio memoriae per la quale valgono le parole di Cristo agli scribi e ai farisei: 'Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre'. Anche l'epilogo compiuto della Causa - che si offre quale contributo per una sistematica ricerca e una riscoperta - diviene allora non la riabilitazione staliniana dei caduti, non una questione di risarcimento o di 'ricorso in appello', ma un atto di resipiscenza profonda, che restituisce a Luciani esattamente quello che Luciani ha significato nella e per la Chiesa. Diviene così un atto di giustizia e di pace, cioè un vero atto di Chiesa. Non si è potuto del resto ignorare che dalla morte di Giovanni Paolo I una fama di santità non artefatta, non sponsorizzata da strategie ecclesiastiche, si è diffusa sempre più in crescendo spontaneamente e universalmente. La voce degli umili ha scalzato il silenzio. Hanno gridato le pietre'.