La mossa di Riad per far risalire il prezzo del petrolio (ai minimi da 7 mesi)

giandomenico serrao

Dopo l'estensione dei tagli produttivi decisi a luglio dall'Opec Plus il più del lavoro sembrava fatto. Le cose tuttavia non stavano proprio così. Ieri le quotazioni del petrolio sono sprofondate ai minimi da sette mesi. Il motivo ufficiale è stato l'aumento, inaspettato, delle scorte petrolifere negli Stati Uniti dopo due mesi ininterrotti di calo. In realtà il dato è conseguenza di qualcosa di più grande: la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina che sta facendo crescere il timore tra gli investitori che possa tornare presto una recessione globale.

Dopo il crollo di ieri, oggi le quotazioni hanno rimbalzato sulle voci, rilanciate da Bloomberg, che l'Arabia Saudita abbia contattato i partner dell'Opec Plus per arginare la discesa dei prezzi. "Riad non può tollerare il continuo indebolimento dei prezzi e sta considerando tutte le opzioni", ha riferito un funzionario saudita all'agenzia statunitense.

Nel mese di agosto il prezzo del greggio è sceso di circa il 10% per le tensioni sino-americane. Secondo Vitol Group, il maggior trader indipendente di petrolio, la crescita della domanda sta rallentando e non supererà i 650.000 barili al giorno nel 2019. I consumi di greggio a livello globale, ha evidenziato l'Iea (International energy agency), nel primo trimestre dell'anno sono stati i più bassi dal 2011 a soli 310.00 barili al giorno.

I fattori rialzisti a oggi sembrano piuttosto scarsi visto che le scorte americane hanno smesso di diminuire e la tensione nel Golfo Persico sembra essersi attenuata.

"Il sentiment resta ribassista", spiegano gli analisti, e comunque le opzioni in mano a Russia e Arabia Saudita sono scarse. La poca efficacia dei tagli di inizio anno e di luglio hanno consolidato il convincimento negli investitori che la pistola in mano a Mosca e Riad sia scarica. L'Arabia Saudita, maggior esportatore al mondo, ha già tagliato la produzione più del dovuto a seguito dell'accordo preso con gli altri partner dell'Opec Plus.

Gli incontri programmati ad Abu Dhabi il 12 settembre saranno fondamentali per i paesi produttori per segnalare le loro intenzioni e definire una strategia più efficace. Anche se i sauditi e gli altri membri dell'Opec Plus dovessero decidere di ridurre ulteriormente la produzione potrebbero avere difficoltà a rilanciare i prezzi. "Non c'è molto da fare per risolvere la guerra commerciale o la guerra valutaria se sei un produttore di petrolio", ha sottolineato un altro analista. Intanto a partire da settembre, per dare il buon esempio, Riad taglierà l'export di 700.000 barili al giorno.