La multinazionale americana aveva comunicato ai circa 300 operai la cessazione delle attività dello stabilimento, nonostante gli impegni presi col Governo

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Gli operai dello stabilimento Whirlpool di via Argine hanno bloccato la Stazione Centrale di Napoli, in piazza Garibaldi. Il gesto è frutto delle mancate risposte arrivate dal Governo in seguito alla comunicazione della multinazionale di cessazione delle attività con conseguente licenziamento per i 355 dipendenti. Gli operai si sono dati appuntamento in data martedì 3 novembre alle 8:30 nella fabbrica di Ponticelli, poi si sono diretti verso piazza Garibaldi. Qui sono arrivati ai binari dall’accesso di via Taddeo da Sessa. L’intera circolazione ferroviaria è stata interrotta. Non è la prima volta che gli operi dell’azienda si vedono costretti ad adottare mezzi simili par farsi ascoltare.

Operai Whirlpool bloccano stazione centrale di Napoli

“Un’altra iniziativa di lotta per scongiurare la chiusura del sito partenopeo – ha spiegato Antonio Accurso, segretario generale della Uilm Campania – quanto sta accadendo è inaccettabile, l’azione di Governo non può limitarsi ad una telefonata in cui si prende atto che la multinazionale non intende rispettare gli accordi, soprattutto se questo avviene in piena pandemia costringendo i lavoratori di Napoli a protestare in un momento di difficoltà e di precarietà per se stessi e per le persone coinvolte dalle proteste”.

La fabbrica ha chiuso i battenti alla mezzanotte del 31 ottobre. I dipendenti hanno proclamato assemblea permanente su tre turni, mattina, pomeriggio e sera. Gli operai continueranno a ricevere lo stipendio al 100% fino a dicembre. Tuttavia non è ancora chiaro cosa succederà in seguito: potrebbe esserci una proroga di 75 giorni o il blocco dei licenziamenti fino al 21 marzo a seguito del nuovo Decreto del governo.