La Nato frena sui missili caduti in Polonia

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AGI - "È in corso un'indagine su questo incidente e dobbiamo attenderne l'esito. Ma non abbiamo alcuna indicazione che sia stato il risultato di un attacco deliberato. E non abbiamo alcuna indicazione che la Russia stia preparando azioni militari offensive contro la Nato". Parole chiare, pronunciate dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, dopo la riunione del Consiglio Nord Atlantico ma soprattutto dopo una lunga notte frenetica di vertici e colloqui tra Bruxelles, Bali (dove si trovano i leader G20) e Varsavia.

I missili caduti in Polonia, al confine con l'Ucraina, hanno causato due morti e hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso. Mai come nelle ultime ore si era temuta un'escalation globale del conflitto tra Kiev e Mosca con il coinvolgimento diretto della Nato. "La nostra analisi preliminare suggerisce che l'incidente sia stato probabilmente causato da un missile di difesa aerea ucraino lanciato per difendere il territorio ucraino dagli attacchi dei missili russi", ha spiegato Stoltenberg prima di inviare il suo messaggio.

Important meeting of the #Ukraine Defense Contact Group hosted by @SecDef. #NATO Allies stand firm in supporting Ukraine's right to self-defence against #Russia's brutal aggression, including its strikes on civilian infrastructure. Russia must stop the war & end the suffering. pic.twitter.com/hcAMjVswWp

— Jens Stoltenberg (@jensstoltenberg) November 16, 2022

"Voglio essere chiaro: non è colpa dell'Ucraina. La Russia ha la responsabilità ultima, poiché continua la sua guerra illegale contro l'Ucraina". E la linea che emerge e' appunto quella di "continuare il sostegno all'Ucraina, fornendo più sistemi di difesa aerea" e, allo stesso tempo, non provocare l'escalation. Ergo questa non puo' essere una ragione per istituire una no-fly zone. "Gli alleati e la Nato non partecipano al conflitto in Ucraina. Forniscono supporto all'Ucraina, per il suo diritto all'autodifesa", ha chiarito il segretario generale.

"L'Alleanza e la Polonia hanno reagito in modo calmo, misurato e ben coordinato. Dobbiamo capire che gestire questo tipo di incidenti significa in parte essere fermi e reagire rapidamente. Ma si tratta anche di essere calmi e prevenire inutili escalation. E dobbiamo sempre trovare questo equilibrio", ha spiegato.

Ovviamente ciò non vuol dire che la Nato non sia in grado di rispondere o reagire per tempo a eventuali attacchi mirati. "Ieri sera ho parlato con il presidente polacco, Andrzej Duda, e con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Abbiamo convenuto che dobbiamo rimanere vigili, calmi e strettamente coordinati. Continueremo a consultarci e a monitorare la situazione molto da vicino. La Nato è unita e faremo sempre cio' che è necessario per proteggere e difendere tutti gli alleati", ha assicurato l'ex premier norvegese.

#NATO ambassadors met to address yesterday's deadly explosion in #Poland. Allies expressed strong solidarity with our valued Ally Poland, and made clear that we will continue to support #Ukraine's right to self-defence. We remain vigilant, calm & closely coordinated. pic.twitter.com/7LWd73xu6i

— Jens Stoltenberg (@jensstoltenberg) November 16, 2022

"I sistemi di difesa aerea sono impostati per difenderci da attacchi e missili balistici che poi tracciamo e monitoriamo e poi giudichiamo se è un attacco o se si tratta di qualcos'altro. Come ho detto, molto probabilmente si trattava di un missile di difesa aerea ucraino e, naturalmente, quel missile non ha le caratteristiche di un attacco. E quindi questo spiega anche perché le azioni erano quelle che erano. E questo non dice nulla sulla nostra capacità di difenderci da attacchi deliberati contro il territorio della Nato", ha precisato Stoltenberg.

In ogni caso la mobilitazione è in aumento costante, soprattutto sul fianco orientale. "Più truppe di terra, in campo, ma anche con notevole potenza aerea e navale. E questo ha ovviamente aumentato le nostre capacità di difesa aerea, ma anche le nostre capacità di monitorare, di avere un quadro completo di ciò che sta accadendo al confine e valutiamo costantemente ciò di cui abbiamo bisogno in più da fare".

Un segnale è il fatto che la Polonia non abbia chiesto l'attivazione dell'articolo 4 dell'Alleanza, che prevede il confronto tra gli alleati per il monitoraggio di una minaccia all'integrità territoriale di un Paese membro. Solitamente precede l'articolo 5, quello della mutua assistenza nella difesa. La conclusione di Stoltenberg è che comunque la colpa è del presidente russo, Vladimir Putin, che "deve fermare questa guerra insensata".

"Quello che sappiamo per certo è che l'intero incidente è causato dalla brutale guerra della Russia in Ucraina. Quindi il modo migliore per impedire che una cosa del genere accada di nuovo e' che la Russia fermi questa guerra".