La natura e la finzione: nuovi paesaggi di Goldschmied & Chiari

Milano, 18 ott. (askanews) - Gli specchi, i fumogeni colorati, la ricostruzione di un ambiente che è tanto immaginario quanto presente. Il lavoro del duo di artiste Goldschmied & Chiari si muove lungo linee di coerenza e riconoscibilità, anche nella mostra concepita per la project room della galleria Poggiali a Milano. Con la curatela di Gaspare Luigi Marcone è stata presentata "Paesaggi Artificiali - Artificial Landscape", tre specchi dittico più due nuove sculture in vetro.

"Il lavoro - ha spiegato Eleonora Chiari ad askanews - è costruito in un interno, è un paesaggio naturale costruito all'interno dello studio, in questo caso c'è un rapporto di dialogo con l'esterno, perché c'è questa strada, con il verde e gli alberi. Quindi c'è un continuo dialogo, una continua riflessione con l'esterno e con questo nostro nuovo progetto dei vetri soffiati, che è il fulcro nella stanza".

Il tema di una idea di natura, di una finzione artistiche che assume la dimensione dell'evidenza, anche nei vetri che si rivelano essere labbra, è trasversale a tutta la poetica e la pratica di Goldschmied & Chiari, che nello spazio apparentemente protetto della project room hanno modo di rivelare, sempre con la dovuta delicatezza, un'anima che, non troviamo altra parola, mantiene una connotazione selvaggia.

"Rispecchia una radicalità che secondo me è molto presente in tutte le nostre opere - ci ha detto Sara Goldschmied - quindi la parola 'selvaggia' mi piace molto".

La mostra si inserisce inoltre nel più ampio lavoro che la Galleria Poggiali sta portando avanti da tempo, sia nella sede storica di Firenze sia a Milano, per offrire un punto d'osservazione sul contemporaneo dal quale guardare a diverse pratiche e a diverse ricerche, spesso differenti tra loro, ma unificate, in primo luogo, dal fatto che i galleristi non temono la sfida della complessità.