Lo sceriffo spara a salve. Salvini, dopo aver ceduto sull'approdo della Diciotti, non ottiene "le manette" per i presunti dirottatori

Pietro Salvatori
Dopo quarantott'ore assurde, rimane impresso su pellicola il film di un

Dopo quarantott'ore assurde, rimane impresso su pellicola il film di un governo diviso sull'approdo di una nave facente parte di un corpo della sua stessa marina militare, che si è rimpallato le responsabilità e ha avallato l'una o l'altra ricostruzione dei fatti a seconda della convenienza del momento. Di un presidente del Consiglio del tutto silente. E di un Capo dello Stato che, di fronte a un caos a tratti inspiegabile, ha sentito il dovere di intervenire.

Per riavvolgere la bobina, occorre dirigersi verso sud. La fortuna del porto di Trapani fu dovuta al commercio del sale. Quello estratto nelle saline dell'entroterra, quello del mare che bagna la Sicilia. E da oggi quello con cui Matteo Salvini ha lastricato la strada verso l'approdo della nave della Guardia Costieri Diciotti e del suo carico di 67 vite umane. Una giornata infinita, con l'imbarcazione che già ieri aveva fatto scendere i giri del motore, rallentando in previsione di uno stallo, e che quando stamattina è arrivata in porto è stata invitata a riallontanarsi in rada, per poi approdare poco prima delle 15.00.

Odissea finita? Tutt'altro. Perché da Innsbruck, dove ha partecipato al vertice europeo dei ministri dell'Interno, Matteo Salvini ha tuonato: "Non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti". Tuoni senza lampi. Perché non solo il carico di migranti che il titolare del Viminale voleva respingere è arrivato in Italia. Ma il pugno duro sventolato davanti all'opinione pubblica è rimasto con un pugno di mosche in mano.

Il tutto alla fine di lunghissime ore convulse. Con tre direttrici che hanno continuato a intersecarsi, sbattere e rincorrersi per tutto il corso della giornata. La prima, quella che porta alle pendici delle montagne austriache. Con il ministro dell'Interno che per tutto il giorno ha continuato a volere soddisfazione. Dopo la forzatura del ministero delle Infrastrutture che ha indirizzato la prua della Diciotti verso Trapani, ha preteso che i presunti dirottatori...

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