La nuova solitudine: il 25% dei millenials non ha nemmeno un amico

Solitudine (foto: Getty)

Secondo una ricerca del sito britannico YouGov, i nati dopo il 2000 hanno un primato di cui andare ben poco fieri. I millennials, infatti, sarebbero per il 30% senza nemmeno un amico, con la solitudine che diventa un grave problema sociale.

Nonostante i social media, su 1200 intervistati poco meno di 400 hanno dichiarato di sentirsi 'spesso o sempre' in solitudine. I loro genitori hanno una vita sociale migliore, dunque, e non è un buon segno. Certo, la ricerca è di stampo britannico, ma il modello è equiparabile anche nel nostro Paese, considerando che pure qui la conoscenza virtuale resta appunto virtuale nella maggioranza dei casi.

Sempre secondo i dati raccolti, il 25% dei millennial ha dichiarato di non avere alcun conoscente, il 22% di avere solo amici stretti e il 30% un migliore amico. Gli intervistati parlano di timidezza, diffidenza e mancanza di interessi in comune come motivi per la poca profondità nelle relazioni interpersonali. Bisogna prendere per buoni i dati anche se, va ricordato e notato, che spesso in questo tipo di ricerche gli intervistati tendono a essere pessimisti e fatalisti.

Più preoccupante, probabilmente, il 27% degli intervistati che dichiara di non aver bisogno di amici. Poi, però, c'è la caccia ai like su Instagram e su Facebook, il che è paradossale.

Uno studio della University of Pennsylvania ha riscontrato che l'uso dei social può portare a una riduzione della forma fisica e del benessere psicologico, dando sfogo a fenomeni diversi: dall'esistenza degli hikikomori (i reclusi nelle loro stanze che vivono online a casa dei genitori) all'aumento dei momenti di solitudine, con tendenza alla depressione.

Come spesso accade anche per altri settori, i vecchi social media (i bar e le piazze) erano imperfetti ma senza il difetto della mancanza di contatto fisico o visivo, che è poi quello che porta l'utente digitale a rinchiudersi sullo schermo. Alcune risposte date nella ricerca di YouGov portano a pensare che la soluzione sia quella di dare maggiore spazio alla vita vera: i millennials con uno o più amici hanno raccontato di aver conosciuto buoni amici negli ultimi mesi, colleghi di lavoro in primis, e di aver mantenuto come migliori amici conoscenti dai tempi della scuola o dell'università.