La nuova stagione del Teatro di Roma all'Argentina e all'India 'oltre il visibile'

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Il nuovo anno oramai imminente coinciderà con la nuova stagione del Teatro di Roma, o meglio con la seconda parte di una stagione già iniziata ma che proseguirà sotto un'altra veste amministrativa e giuridica, sempre con la consulenza artistica di Giorgio Barberio Corsetti per il teatro Argentina e di Francesca Corona per il teatro India, ma guidata dal commissario straordinario Gianluca Sole con il compito di traghettare l'ente nel passaggio da associazione a fondazione di partecipazione, questa l'esatta versione giuridica che farà seguito alle dimissioni del consiglio d'amministrazione. Una stagione che a largo Argentina hanno deciso di presentare con lo slogan, o se si preferisce il motto: 'oltre il visibile'.

All'Argentina, dopo lo Shakespeare di 'Amleto' diretto da Barberio Corsetti, dopo il duplice Eduardo De Filippo per gli atti unici 'Dolore sotto chiave' e 'Sik Sik l'artefice magico' rivisitati da Carlo Cecchi - per citare solo gli ultimi titoli di spicco nel cartellone - la stagione inizierà e al tempo stesso proseguirà con Silvio Orlando, protagonista di 'La vita davanti a sé' e si dipanerà poi con 'Piazza degli Eroi' per la direzione di Roberto Andò, con il ritorno della 'Metamorfosi' di Kafka, con lo spettacolo forse più atteso ovvero 'M il figlio del secolo' protagonista Massimo Popolizio tratto dal romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega, con 'Catarina' di Tiago Rodrigues, con la 'Tempesta' confezionata da Alessandro Serra, con 'Bros' di Romeo Castellucci, per concludersi tra fine maggio e inizi giugno con 'Il filo di mezzogiorno' per la regia di Mario Martone. Danza e teatro invaderanno gli spazi dell'India, musica e teatro per il Torlonia, per ora solo mostre, tra cinema e video, al Valle reintitolato a Franca Valeri.

"Siamo ancora in una situazione di emergenza: paura, incertezza, solitudine ci agitano e ci confondono: questa stagione vuole essere un appello per il teatro, al ritorno, al confronto, alla partecipazione, per una nuova definizione della convivenza e, in tal senso, per un'azione politica profonda che tratti dei legami umani, della violenza, della sopraffazione dei poteri, perché il teatro sia il luogo dove la paura, l'incertezza, la solitudine possano sciogliersi in un'azione collettiva che è politica e poetica insieme". Con queste parole il regista Giorgio Barberio Corsetti descrive la nuova stagione disegnata nelle vesti di consulente artistico (fino ad aprile) per il teatro Argentina, la sala più grande e prestigiosa del Teatro di Roma, che piò contare anche sull'India, sul Torlonia e sulla gestione del Valle ancora non riaperto agli spettacoli.

"Il teatro è il luogo che va 'oltre il visibile' - sottolinea Barberio Corsetti, spiegando lo slogan scelto per il nuovo cartellone - il luogo dove si può udire l'inaudito, vedere oltre le apparenze, oltre il reale". E indica alcuni fili che - attraverso gli spettacoli proposti - contribuiscono a tessere la tela teatrale del TdR: "il racconto degli ultimi, della solidarietà, dell'amicizia; i temi del fascismo, dei populismi, della sopraffazione, della irrazionalità come malattia sociale; l'usurpazione, le figure del potere e la loro violenza; il corpo messo alla prova, trasformato e piegato dalla depressione, dall'isolamento, dal logoramento; il viaggio interiore, la scoperta di fantasmi interni e le ossessioni, l'immersione nella profondità dell'essere; e il teatro con la sua potenza magica, taumaturgica e rivelatrice".

"Un luogo dedicato alla ricerca e alla coabitazione, nel senso più ampio del termine". Così descrive il teatro India - inserito nel circuito del teatro di Roma assieme all'Argentina, al Torlonia e al Valle ancora non riaperto agli spettacoli - Francesca Corona, sua consulente artistica per l'ultima stagione, prima di assumere la nuova carica per il Festival d'Automne a Parigi. "Ogni lavoro che attraversa il Teatro India contribuisce a ridefinirne la sua funzione nei confronti della città e della comunità artistica", osserva.

Spiega Corona: "Gi spettacoli e i progetti scelti affermano con forza la volontà che questa istituzione possa e debba essere lo spazio di immaginazione, possibilità e creatività che Roma merita, continuando a ricucire la frattura fra teatro e territorio, connettendolo sempre più al sistema nazionale e internazionale". E assicura: "Il prossimo anno conclude un ciclo che sicuramente non si è esaurito. Il progetto artistico che si dispiega testimonia qualcosa che sta continuando a svolgersi e a pullulare, grazie a questi anni di intenso e complesso lavoro".

"Ci troviamo in un momento complesso, nella fase di passaggio e di trasformazione dell'ente Teatro di Roma da associazione a fondazione di partecipazione, per un nuovo assetto amministrativo e giuridico e per assicurare una nuova efficienza sul piano gestionale". E' quanto sottolinea l'avvocato Gianluca Sole, nelle vesti di commissario straordinario del Teatro di Roma, il più importante stabile nazionale che gestisce le sale dei teatri Argentina, India, Torlonia e Valle, quest'ultimo ancora non aperto agli spettacoli.

"Il percorso che abbiamo l'onore e l'onere di tracciare è complesso e delicato - avverte Sole, parendo la conferenza di presentazione del nuovo cartellone per il proseguimento della stagione teatrale nel nuovo anno - ma siamo tutti impegnati per dare risposte importanti e adeguate, verso la nuova configurazione del Teatro di Roma. Per noi - assicura il commissario straordinario del TdR - è anche un'occasione di ripartenza e rilancio del teatro".

(di Enzo Bonaiuto)

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