La nuova vetta di violenza raggiunta dalle proteste ad Hong Kong

eugenio buzzetti

Le proteste di Hong Kong segnano una nuova escalation delle violenze, con il primo sparo a un manifestante portato da un agente della polizia, nel giorno in cui a Pechino si sono celebrati i settanta anni dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese, e lo stesso presidente Xi Jinping ha citato Hong Kong nel suo discorso alla nazione dai palchi della Città Proibita, su piazza Tienanmen, con un avvertimento: "Non c'è forza che possa scuotere le fondamenta di questa grande nazione".

Un video diffuso online mostra il colpo detonato contro il manifestante da distanza estremamente ravvicinata, intorno alle 16 di oggi, ora locale, a Tsuen Wan, sulla penisola del Kowloon. Il giovane, 18 anni, colpito al petto, è stato soccorso dai paramedici e ricoverato, e successivamente operato in un'altra struttura, il Queen Elizabeth Hospital, dotata di un reparto di cardio-chirurgia. È stato sottoposto a operazione chirurgica per l'asportazione del proiettile dal torace e, secondo quanto riporta il South China Morning Post, che cita fonti mediche, la sua vita non è in pericolo.

#HongKong: video of the moment a HK police officer shoots a protester in the chest with a live round pic.twitter.com/4sTEen9Qds

— Thomas van Linge (@ThomasVLinge) October 1, 2019

Già prima dello sparo la tensione era già a livelli altissimi in almeno nove aree della città, dove sono stati appiccati incendi, spesso in corrispondenza di stazioni della metropolitana - che ha chiuso piu' di metà delle stazioni - e si sono verificati episodi di vandalismo contro edifici governativi ed esercizi commerciali vicini a Pechino, tra cui anche alcuni sportelli bancomat del colosso cinese del credito, Bank of China.

Fin dalle prime ore del pomeriggio di lunedì, poco dopo la fine della parata militare di Pechino, la polizia ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni, agli spray al pepe e agli idranti per disperdere i manifestanti, che hanno lanciato mattoni e bottiglie Molotov in diversi punti della città. In totale, sono stati sparati colpi di avvertimento per sei volte in diverse zone, sul Kowloon, ha confermato il capo della polizia Stephen Lo, in tarda serata, e oltre 180 persone sono state arrestate, in una delle giornate piu' violente dall'inizio delle proteste anti-governative cominciate a giugno scorso. Lo ha anche definito "legale e ragionevole" l'utilizzo di colpi di pistola a fuoco vero.


L'ultimo bilancio delle autorità sanitarie parla di 66 feriti, di cui due in condizioni gravi e due in condizioni definite serie. Il più giovane ricoverato ha undici anni, mentre il più anziano 75. Gli scontri si sono susseguiti fino a tarda notte in varie parti di Hong Kong. Con il crescere delle violenze, si sono moltiplicate le richieste dei deputati pro-Pechino all'amministrazione guidata da Carrie Lam di prendere contromisure, tra cui l'attivazione della legge di emergenza, mentre l'opposizione dei pan-democratici, diversi dei quali unitisi oggi alle proteste, ha criticato Lam per avere lasciato Hong Kong ed essersi affidata alla violenza della polizia.

Tra gli esponenti politici che hanno chiesto misure drastiche a Lam, c'è anche Junius Ho, una delle voci più critiche contro i manifestanti, che oggi era a Pechino con Lam ad assistere alla parata militare su piazza Tiananmen, in cui è apparso anche un carro celebrativo del modello "un Paese, due Sistemi", che regola il rapporto tra il governo centrale e le Regioni Amministrative Speciali di Macao e Hong Kong. Forti critiche all'operato della polizia sono giunte dall'estero: il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha definito "sproporzionato" l'uso di armi letali, mentre l'Unione Europea, tramite la portavoce Maja Kocijancic, ha chiesto il rispetto della libertà di assemblea per i manifestanti.


E oggi nuova giornata di manifestazioni e di tensione al massimo livello. Centinaia di manifestanti di Hong Kong sono scesi di nuovo per le strade, a Central, per una marcia sulle vie principali del distretto commerciale della città, all'indomani delle proteste anti-Pechino più violente dall'inizio delle manifestazioni contro la legge sull'estradizione, a giugno scorso.

I manifestanti, per lo più impiegati, scrive il South China Morning Post, sono scesi per le strade intorno alle 12.30 locali, bloccando il traffico in diversi punti, in segno di protesta contro l'escalation di violenza di ieri, quando un agente di polizia ha sparato un colpo di pistola a distanza ravvicinata a un manifestante di diciotto anni, Tsang Chi-kin. La manifestazione non e' stata autorizzata dalla polizia. Ci sono flash-mob spontanei, mentre in precedenza centinaia di studenti hanno organizzato un sit-in davanti alla scuola del diciottenne ferito al petto. 

"Proprio oggi, nel giorno della Festa nazionale cinese, Hong Kong è caduta di fatto sotto uno Stato di polizia. Il mondo ora deve attuare delle azioni concrete contro questo regime brutale". È l'appello lanciato in una intervista a Repubblica da Joshua Wong, 22 anni, già leader del Movimento degli ombrelli che e in questo nuovo movimento dei elmetti e maschere antigas si è ritagliato il ruolo di portavoce con i governi stranieri.

Il colpo sparato dal poliziotto al manifestante 18enne, non fermerà la protesta pro democrazia. Semmai le darà ulteriore forza, assicura respingendo l'ipotesi di legittima difesa. "I video - sottolinea - mostrano con chiarezza che è il poliziotto che si muove verso il manifestante con la pistola in mano, è lui l'aggressore. Questa escalation è assolutamente programmata", perché, spiega, "la settimana scorsa la polizia ha suggerito durante una conferenza stampa che avrebbe considerato l'utilizzo di proiettili veri. In un certo senso quindi questa azione è supportata dal governo".