La Ocean Viking sbarca a Tolone, la Francia chiude le ricollocazioni con l'Italia

Il ministro francese dell'Interno Gérald Darmanin ha annunciato che la nave umanitaria Ocean Viking, con a bordo circa 230 migranti, sarà accolta nel porto di Tolone (Var) tuttavia per ragioni sanitarie alcuni passeggeri verranno trasportati in Corsica. L'Italia ha rifiutato di far sbarcare i migranti in un porto sicuro italiano. "Ogni ora in più in mare, ora, mette a rischio la vita di alcuni suoi passeggeri - ha dichiarato Darmanin - Le nuove autorità italiane hanno preso l'incomprensibile decisione di non rispondere alle tante richieste di assistenza avanzate dalla nave in questi giorni, nonostante il natante fosse, senza alcuna possibile contestazione, nella zona di ricerca e soccorso italiana". Intanto da Bruxelles ha reagito anche la Commissione europea: "Quello che stiamo osservando nel Mediteranno ci fa vedere che abbiamo bisogno di cooperazione fra stati europei e serve avanzare sul patto sulla migrazione: la Commissione è qui per aiutare, non vogliamo addossare la colpa a uno Stato o all'altro". Lo ha detto un portavoce della Commissione al briefing quotidiano commentando le mosse della Francia sulla Ocean Viking.

Il meccanismo di solidarietà

Il 'Meccanismo volontario di solidarietà" per la redistribuzione dei migranti fa seguito alla dichiarazione politica adottata lo scorso 10 giugno a Lussemburgo dal Consiglio europeo affari interni, sotto la presidenza di turno francese. Prevede il ricollocamento annuo di circa 10.000 migranti individuati principalmente tra le persone salvate in mare a seguito di operazioni Sar nel Mediterraneo centrale e lungo la rotta atlantica occidentale.

La Dichiarazione è stata condivisa da 19 Stati membri e da 4 associati all'Unione europea che quindi partecipano al Meccanismo: Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia, Croazia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Portogallo, Romania, Danimarca, Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein. Impegni veri e propri per partecipare alla relocation sono stati peròpresi finora da 13 Paesi, per un totale di 8.289 quote: Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Norvegia, Bulgaria, Finlandia, Belgio, Croazia, Lussemburgo, Lituania e Islanda.

L'Italia, come ha ricordato oggi il ministro dell'Interno francese Gerald Darmanin, è il primo beneficiario dei trasferimenti, con 3.500 relocalizzazioni di rifugiati previste entro l'estate 2023, sulla base degli arrivi registrati nel nostro paese. Proprio la Francia è stato il primo Paese a partecipare al Meccanismo accogliendo, lo scorso 25 agosto, 38 richiedenti asilo che erano sbarcati in Italia. L'operazione è stata preceduta dalle attività di pre-identificazione, foto-segnalamento e controlli sanitari da parte delle autorità italiane e dall'analisi dei dossier individuali e dalle interviste da parte della delegazione francese arrivata appositamente nei centri di accoglienza italiani. Successivamente, ad ottobre, con le stesse modalità è stata la Germania ad accogliere 74 rifugiati che erano arrivati in Italia. Una nuova delegazione francese era attesa a breve per farsi carico di ulteriori 50 migranti, ma oggi c'è stato lo stop di Parigi. Altri 5 sono stati poi accettati dal Lussemburgo.

La Francia è il Paese che partecipa più 'generosamente' al meccanismo, avendo dato la disponibilità ad accogliere 3.500 richiedenti asilo sui 10mila complessivi previsti dall'accordo. Segue la Germania con 3.000. Con quote decisamente inferiori Portogallo e Irlanda (350), Romania (285) e Norvegia (200).