La Open Arms davanti a Lampedusa. Trenta: "In nome dell'umanità non firmo lo stop di Salvini"

REUTERS/Guglielmo Mangiapane


La Open Arms è arrivata davanti al porto di Lampedusa dopo che il Tar del Lazio ha accolto il suo ricorso ieri, cancellando di fatto il divieto all'ingresso imposto dal Ministero dell'Interno.


Nessuno sbarco per il momento

La nave ha gettato l'ancora all'alba di Ferragosto nella zona di Cala Francese, ma non ha ancora ricevuto il permesso allo sbarco. Si è poi spostata verso l'isola delle Pelagie, mentre varie motovedette della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza l'hanno tenuta d'occhio tutto il tempo.

Chissà quanto tempo passerà, ancora, prima di poter sbarcare i 147 migranti e l'equipaggio a bordo da due settimane. Le condizioni del mare e le previsioni meteo per la giornata non fanno ben sperare.



"14° giorno. Abbiamo avvistato terra. Lampedusa. Con il decreto Salvini sospeso, siamo nelle acque italiane con il permesso. Ancora nessun porto, ma la fine di questo incubo è più vicina. Nel frattempo l'umanità deve prevalere su questa assurdità", ha fatto sapere la ong spagnola.


Trenta si rifiuta di seguire l’ordine di Salvini

Nel frattempo, Matteo Salvini ha firmato un nuovo divieto di ingresso nonostante la decisione del Tar, annunciando: "Chi si adopera per riaprire i porti non fa un dispetto a Salvini, fa solo il male del Popolo Italiano. Io non mollo".


GUARDA ANCHE: Open Arms, la procura per i minori bacchetta il governo


Ma la ministra della Difesa Elisabetta Trenta si è rifiutata di firmare il documento. "Non firmo in nome dell'umanità", ha spiegato. "Non si può infatti ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto, nonché le ragioni di necessità e urgenza posti alla base della misura cautelare disposta dall'autorità giudiziaria che anzi si sono verosimilmente aggravati. La mancata adesione alla decisione del giudice amministrativo potrebbe finanche configurare la violazione di norme penali". E ancora: "Ho preso questa decisione motivata da solide ragioni legali ascoltando la mia coscienza. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo. La politica non può mai perdere l'umanità".

Le parole della Trenta, appoggiate e condivise anche dal ministro dei Trasporti Toninelli, hanno di fatto aperto una nuova crisi di governo.



Minori i primi ad essere portati a terra

Nelle prossime ore, i 32 minori a bordo della nave potrebbero essere sbarcati dietro decisione della ministra, come richiesto anche dal premier Giuseppe Conte e dal tribunale dei minori di Palermo.


GUARDA ANCHE: Javier Bardem, appello per Open Arms


Salvini: ricorso al Consiglio di Stato contro il Tar

Ma Matteo Salvini mantiene il punto: dopo le dichiarazioni della Trenta, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, sostenendo che il verdetto del Tar (che fa riferimento al primo soccorso effettuato dalla nave) potrebbe di fatto essere invalidato dal momento che la ong avrebbe salvato altre persone in un secondo tempo, prima di dirigersi "verso nord, con il deliberato intento politico di condurre gli immigrati in Italia".