La Palestina saluta Abu Akleh. Abbas: "no a indagini con Israele sulla morte"

La Palestina saluta Abu Akleh. Abbas: "no a indagini con Israele sulla morte"

A Ramallah si sono svolti i funerali di stato di Shireen Abu Akleh, la corrispondente di Al Jazeera uccisa durante un intervento della polizia israeliana nel campo profughi di Jenin, covo, secondo gli agenti, di alcuni gruppi armati palestinesi in Cisgiordania.

"Gli israeliani sono gli unici responsabili di questo crimine ed è per questo che noi rifiuteremo ogni indagine congiunta con loro", ha dichairato il presidente della Palestina Mahmoud Abbas. "Ci rivolgeremo direttamente alla Corte penale internazionale per punire gli autori", ha aggiunto. Israele ha respinto le accuse, sostenendo che a uccidere la giornalista sarebbero stati i colpi sparati dalle milizie palestinesi, salvo poi fare un passo indietro sulle loro dichiarazioni.

Tel Aviv ha dovuto ritrattare dopo che Al Jazeera e dal Centro israeliano di informazione per i diritti umani nei territori occupati hanno pubblicato un video che ha dimostra come la postazione da cui i palestinesi sparavano fosse molto distante dal punto in cui sostava Abu Akleh.Il primo ministro Naftali Bennett, tuttavia, accusa le autorità di Ramallah di impedire l'accesso agli indizi più essenziali per stabilire la verità.

L'uccisione della giornalista è il culmine dell'ondata di violenza provocata dalle tensioni tra israeliani e palestinesi intensificatesi ad aprile a Gerusalemme. Diciotto israeliani e trenta palestinesi sono morti negli scontri nelle ultime settimane.

Punto di riferimento per i media arabi

Apprezzata da molti media arabi, Abu Akleh si è occupata per venticinque anni di Medio Oriente. La 51enne, veterana di Al Jazeera e reporter della tv araba dal 1997, è stata un punto di riferimento per aver fatto luce sull'operato dell'esercito israeliano.

Ora la comunità internazionale condanna l'episodio e lancia a più riprese l'appello per un'inchiesta indipendente. La morte giornalista minaccia di mettere ulteriormente a dura prova i rapporti tra l'esercito e i media internazionali come Al Jazeera. L'evento potrebbe gettare ulteriori ombre sulle indagini internazionali che coinvolgono il sistema della giustizia militare israeliana.

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