La pandemia spiegata attraverso i dubbi di Giorgia Meloni

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(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Giorgia Meloni ha più volte manifestato le sue perplessità e la sua contrarietà alla strategia adottata dall’Italia per combattere la pandemia: critiche al Green Pass, alla vaccinazione estesa ai bambini, allo stato di emergenza. Abbiamo raccolto una serie di dichiarazioni rilasciate dalla presidente di Fratelli d’Italia nell’ultimo periodo, per provare a rispondere alle sue osservazioni.

20 dicembre
: ”Nonostante il green pass e il super green pass, tornano le restrizioni e le limitazioni alle festività. Il fallimento di Speranza è ufficiale: chiederne le dimissioni è un atto dovuto”. (Giorgia Meloni, Facebook)

Un attacco diretto al ministro che in questi due anni pandemici più di tutti è stato chiamato a rispondere della crisi sanitaria. Roberto Speranza, dice Meloni, ha fallito perché nonostante le misure prese dall’Italia contro il virus, le festività natalizie potrebbero prevedere un’ulteriore stretta. I numeri del Covid stanno crescendo in tutto il mondo. L’Italia non è esente da questa rapida avanzata, che, ha spiegato il fisico Roberto Battiston all’Huffpost, potrebbe essere riconducibile a due fattori: alla diffusione di Omicron o al periodo natalizio, che comporta più uscite, incontri e assembramenti, oppure sono le avvisaglie di Omicron. “Nei prossimi giorni sapremo quale delle due ipotesi è più veritiera” spiega Battiston, “Quale che sia la causa di questa avanzata, sta avendo un effetto tale da superare i benefici indotti dalle nuove misure. Sono stati offuscati i miglioramenti attesi. Ovviamente se non avessimo adottato queste misure, saremmo messi ancora peggio”. Le tre misure che avrebbero dovuto tenere a freno i numeri sono il super Green Pass, l’avanzamento delle terze dosi e le vaccinazioni ai bambini. Ma la lotta al virus si combatte su più fronti e, dice il professore, “se non avessimo fatto tutto quello che abbiamo fatto e stiamo facendo per difenderci, saremmo oggi come l’Inghilterra”. Per questo, dire che le maggiori restrizioni nelle festività siano un fallimento del Super Green Pass non è corretto.

20 dicembre: “Il green pass non è una misura molto sensata, l’unico modo è far fare il tampone a tutti. Gli ultimi dati dicono che il contagio può correre tra i vaccinati e i non vaccinati. Quando feci la battaglia per i tamponi gratuiti mi dissero di tutto. E ora, dopo tre mesi mi danno ragione, benvenuti”. (Giorgia Meloni, Un Giorno da Pecora)

Abbiamo già spiegato che il Green Pass ha effettivamente sortito effetti, tenendo a bada una curva che altrimenti avrebbe subìto un’impennata più dura. La certificazione verde ha raggiunto un altro obiettivo, proprio della sua istituzione: convincere una percentuale di reticenti a vaccinarsi. Come dimostrato dai dati, l’annuncio di una stretta sul pass vaccinale - con limitazioni alle libertà di chi non aveva ricevuto un’iniezione - seguiva a un aumento delle prime dosi. Offrire tamponi gratuiti avrebbe permesso di aggirare l’ostacolo, senza spingere esitanti a ottenere il vaccino, principale arma per sconfiggere la pandemia. Per quanto riguarda il fatto che il contagio può correre tra i vaccinati e i non vaccinati, questo è sicuramente vero. Va specificato, come ha ricordato Roberto Burioni a Che tempo che fa, che i vaccinati non si infettano e trasmettono il virus quanto i non vaccinati.

18 dicembre: “Non vaccinerò mia figlia, perché credo che il rapporto rischi-benefici su una bambina di 5 anni non pende dalla parte del beneficio. La possibilità che un ragazzo da 0 a 19 anni muoia di Covid, numeri alla mano, è identica a quella di chi muore colpito da un fulmine” (Giorgia Meloni, La Stampa)

Alberto Villani - direttore del dipartimento emergenza accettazione pediatria generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, già presidente della società italiana di pediatria e membro del Comitato Tecnico Scientifico per la lotta al Covid - in un’intervista all’Huffpost ha elencato alcuni dati utili che arrivano dagli Stati Uniti: in un caso su 10mila di contagiati Covid in questa fascia d’età c’è un decesso. 6 finiscono in terapia intensiva, e in 65 casi c’è il ricovero in degenza ordinaria in ospedale. Per non parlare di un 7% di positivi che sono affetti da forme di long-covid. Il professore sottolineava inoltre che gli organismi dei più piccoli reagiscono molto bene, “tanto è vero che vengono fatti moltissimi vaccini anche sulle donne in gravidanza. Questo la dice lunga sull’eccezionale tollerabilità e sicurezza del vaccino”.

13 dicembre:Dopo due anni lo stato di emergenza, ma che emergenza è? Non è emergenza, dopo due anni devi riuscire a combattere la pandemia ripristinando la pienezza dei diritti” (Giorgia Meloni, presentazione del libro “Io sono Giorgia” a Rieti)

Lo strumento previsto dal nostro ordinamento di tenere in piedi strutture come ad esempio il Commissario straordinario e il Comitato tecnico scientifico, che hanno contribuito a disegnare la strategia per affrontare la pandemia, rendendo l’Italia uno dei paesi più vaccinati e attualmente con una situazione Covid migliore rispetto agli altri paesi europei. Certo, i numeri restano comunque alti, poiché l’emergenza sanitaria non è affatto finita.

22 novembre.“Sui vaccini c’è tanta confusione, siamo gli unici ad avere il Green pass valido per 12 mesi, ora passa a 9 ma il vaccino dura 6 mesi. Ho chiesto, qual è l’evidenza scientifica per il Green pass a 12 mesi?”. (Giorgia Meloni, Quarta Repubblica)

L’estensione del Green Pass a 12 mesi è stata decisa nel settembre di quest’anno. “Non è una scelta scientifica, ma pratica. Un rischio necessario. Si tratta di equità: o si offre la terza dose o non si limita la libertà del vaccinato”, ci spiegava ai tempi Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di Farmacoepidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Non era stata all’epoca ancora decisa la strategia da adottare sul fronte terza dose. Ora si torna a 9 mesi di validità, come precedentemente stabilito. È vero, secondo gli ultimi dati la protezione del vaccino anti-Covid cala sensibilmente dopo 5 mesi dalla seconda iniezione, non è detto infatti che non ci sia un’ulteriore stretta anche sulla durata del Green Pass. La pandemia è in corso, in corso le decisioni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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