La partita tra Dem e Cinquestelle su sottosegretari e candidati alle Regionali

giovanni lamberti

Dopo il via libera del Senato al governo giallo-rosso si tenterà di accelerare sui sottosegretari e i viceministri. Un Consiglio dei ministri è previsto per giovedì ma non viene escluso che il nodo del completamento della squadra di governo venga sciolto in una riunione successiva dell'esecutivo, prevista per il prossimo giovedì. Al momento le trattative sono in corso e portate avanti soprattutto da Dario Franceschini e Vincenzo Spadafora. Il premier Giuseppe Conte vorrebbe conservare per sé la delega dei Servizi e promuovere sottosegretario il segretario generale di palazzo Chigi, Roberto Chieppa.

Resta il 'rebus' delle deleghe quindi, con il Pd che potrebbe ottenere quella dell'editoria (in pole position il dem Walter Verini). L'obiettivo sarebbe quello di chiudere per mercoledì sera sulla lista ma le tensioni interne ai due partiti di governo potrebbero determinare uno slittamento del 'dossier'. Sia nel Partito democratico che nel Movimento 5 stelle si punterebbe comunque su profili nuovi, sulla linea della discontinuità.

È soprattutto nei gruppi pentastellati che arriva una richiesta di cambiare la squadra rispetto a quella della fase gialloverde. Tra i vice ministri si fanno sempre i nomi di Francesco D'Uva (Cultura), Stefano Buffagni e Laura Castelli (Mit e Mef), ma restano delle resistenze, soprattutto nell'ala 'ortodossa' che si aspetta uno 'scossone' anche nel sotto governo. In serata dovrebbe esserci una riunione del Movimento proprio per definire i criteri delle nomine.

Per quanto riguarda il Pd l'assessore allo Sviluppo economico della regione Lazio Gian Paolo Manzella potrebbe diventare viceministro al Mise, con i dem che hanno più di qualche perplessità sul possibile spostamento delle deleghe del commercio estero al ministero della Farnesina. "In ogni caso la partita è ancora in alto mare", spiega un 'big' del Pd.

I renziani puntano su 7-8 sottosegretari: per il Senato si fanno i nomi di Simona Malpezzi, Luciano D'Alfonso e Salvatore Margiotta, mentre per la Camera quelli di Emanuele Fiano (vice ministro all'Interno) e Anna Ascani (all'Istruzione). Possibile 'promozione' anche per Marina Sereni, Lia Quartapelle, Matteo Mauri, Chiara Braga, Massimo Romano.

Al ministero dell'Economia dovrebbe approdare Antonio Misiani, sempre nel ruolo di vice ministro. Ma Pd e M5s sotto traccia si stanno confrontando anche sul tema delle regionali. Qualora M5s dovesse sostenere il candidato del Pd in Umbria, i dem potrebbero appoggiare un esponente M5s in Calabria. Un'idea che viene accreditata da fonti parlamentari è che in Calabria si possa presentare l'attuale presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra. "Sulle regionali il dialogo è difficile, ma ci stiamo provando", spiegano 'big' M5s e del partito democratico.

Il pentastellato Manlio Di Stefano ha frenato: "Assolutamente no", ha sottolineato. Ma dal Movimento 5 stelle si accredita la tesi che potrebbe essere lo stesso premier Conte a spingere in questa direzione, per rendere più facile anche la navigazione del governo giallorosso. Sul tavolo della maggioranza anche la presidenza delle authority: Antonello Giacomelli possibile all'Agcom, con la guida della Privacy destinata a M5s.

Tuttavia il confronto tra M5s e Pd partirà soprattutto con la conferenza dei capigruppo fissata per mercoledì a Montecitorio. Il Movimento 5 stelle insiste sulla possibilità di calendarizzare il taglio del numero dei parlamentari. Nessuna pregiudiziale sulla legge di tipo proporzionale: il taglio dei parlamentari - spiega un esponente M5s - potrebbe riguardare proprio quelli dell'uninominale. Ma il Pd vuole che arrivi in Commissione il testo della riforma elettorale prima di dare il via libera al provvedimento caro ai pentastellati.