La partita tra Mediaset e Vivendi va ai supplementari

Danilo Di Mita

Va ai tempi supplementari la trattativa tra Mediaset e Vivendi per trovare un accordo sul contenzioso che li contrappone. Il giudice del tribunale di Milano, Elena Riva Crugnola, sentite le parti, venerdì ha concesso un'altra settimana di tempo per trovare un'intesa che non riguarda solamente la genesi della holding olandese Mfe, ma è ormai finalizzata a un accordo 'tombale' sull'intera storia processuale che divide le due società dopo il mancato rispetto nel 2006 del contratto per la compravendita di Mediaset Premium.

L'appuntamento è quindi al tribunale di Milano alle 12.30 di venerdì 29 novembre. Il principale ostacolo riguarda il prezzo da riconoscere a Vivendi per cedere la quota in Mediaset ritenuta in eccesso per la normativa italiana, e cioè quel 20% girato al trust Simon Fiduciaria. 

I 2,77 euro per azione considerati il prezzo massimo che il Biscione sarebbe disposto a pagare - e che ha già riconosciuto come prezzo per il diritto di recesso al momento dell'avvio del Progetto Mfe - secondo quanto si apprende potrebbe essere 'integrato' con altre forme di conguaglio a favore dei francesi, a partire dal pagamento di un dividendo.

In mattinata, intanto, si è riunito il consiglio di amministrazione del gruppo della famiglia Berlusconi che ha convocato un'assemblea straordinaria per il prossimo 10 gennaio per modificare le parti dello statuto di Mfe che potrebbero essere considerate penalizzanti per le minoranze. In ogni caso, al netto delle modifiche allo statuto di Mfe, il progetto alla base della holding olandese viene "confermato e procede", garantisce il 'Biscione', per il quale "la fusione rappresenta una priorità: su di essa, infatti, si basa il progetto di creare un gruppo pan-europeo nel settore dell'entertainment e dei media, con una posizione di leadership nei propri mercati di riferimento e una scala che gli permetta di essere maggiormente competitivo e aumentare potenzialmente il proprio raggio di azione ad altre nazioni in Europa".

Semmai, la mancata realizzazione del progetto, risulterebbe "un grave danno" per il futuro di Mediaset e per tutti i suoi soci e stakeholder. Le modifiche allo statuto dovranno essere approvate anche da una nuova assemblea della controllata Mediaset Espana. Con la convocazione dell'assemblea del 10 gennaio, il consiglio di amministrazione di Mediaset "auspica che un tale modo di procedere possa incontrare, nell'esclusivo interesse della società e di tutti i suoi stakeholders, il consenso anche di quegli azionisti che, finora, hanno ritenuto di opporsi al progetto Mfe in ogni sede".