La passione di Martina: "Così curo gli animali esotici"

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La passione di Martina per gli animali trapela dalla voce. Come quando racconta di quella volta che operò una coniglietta che rischiava di morire. "Quando l'intervento è riuscito per me è stata una gioia fortissima - racconta all'Adnkronos - Vedere le persone emozionarsi come se i loro animali fossero dei figli ti dà la forza di affrontare anche gli aspetti negativi di questo lavoro". A soli 26 anni, Martina Gallucci è una veterinaria fuori dal comune.  

Nata a Cariati (Cs), ha studiato Medicina Veterinaria all'Università di Teramo, è specializzanda all'Università Federico Secondo di Napoli e da due anni lavora in una clinica veterinaria di Roma, assieme a un team di 20 medici, ognuno specializzato in un settore. Lei, assieme a due colleghi, non cura cani e gatti ma animali esotici e non convenzionali. 

"Ci occupiamo di tre classificazioni di animali - spiega la veterinaria - piccoli mammiferi, come conigli, criceti, cavie, cincillà e furetti. Poi ci sono i rettili, quindi tartarughe, serpenti e iguane. E infine la famiglia dei pappagalli, che va dai canarini alle are. Il coniglio è il terzo animale domestico più frequente nelle famiglie degli italiani, insieme a furetti e criceti, animali molto più frequenti rispetto a serpenti e iguane".  

Eppure, nella clinica in cui lavora Martina - Polivet, aperta 24h con pronto soccorso e ambulanza - arrivano spesso rettili malati. E' il caso di serpenti che non mangiano da mesi. "Il serpente mangia una volta ogni tre settimane - sottolinea Martina - In clinica ne sono arrivati alcuni che non mangiavano da 6 mesi e avevano ostruzioni intestinali. In quel caso bisogna addormentare il serpente, entrare in endoscopia e rimuovere eventuali fecalomi". Ci sono poi dei rettili, come gechi, iguane e tartarughe che non riescono a fare le uova. "In quei casi - spiega la veterinaria - interveniamo sempre in endoscopie per rimuoverle". 

L'episodio che le è rimasto nel cuore, tuttavia, è stato quello della coniglia che viveva con una coppia che non poteva avere figli e si è ammalata all'improvviso. "Queste persone cercavano di mantenere il benessere della coniglia che viveva in una reggia, una stanza di 20 metri quadrati con molti giochi - racconta ancora Martina -. Mangiava molto pelo e così decidemmo di operarla. L'intervento andò bene, lei tornò a casa e fu una gioia immensa. Episodi come questo mi ricordano che vale sempre la pena fare questo mestiere". 

La vita da veterinario è dura ma Martina non sembra sentire la fatica. "Fare questo lavoro significa essere psicologi dei proprietari, che ripongono in te tutte le loro aspettative, ma anche le loro ansie e paure. E soprattutto - aggiunge Martina - bisogna saper capire le esigenze degli animali che a differenza degli umani non posso comunicare. La gioia più grande vedere le persone uscire dalla clinica contente. Perché in alcuni casi i loro animali sono dei veri compagni di vita".  

A chi desidera adottare un animale esotico Martina coniglia di prestare attenzione ad alcuni accorgimenti: "Di solito vengono considerati meno impegnativi rispetto a un cane o a un gatto ma non è così - rimarca -. Ad esempio, alcuni pappagalli come le are possono vivere fino a 50-60 anni. Prima di acquistare questo tipo di animale bisogna assicurarsi di potergli garantire uno stile di vita adeguato, quindi anche lo spazio per vivere. E poi bisogna sempre fare in modo di alimentarli e gestirli in maniera corretta".