La paura non va in ferie, una ricetta per vincerla

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In vacanza con la paura di cosa troveremo al nostro ritorno. Vi capita mai? Un nuovo collega, un cambio societario, un cambiamento di mansioni, una richiesta in più. Tutto questo ci fa paura. Una paura che è attesa paralizzante di qualcosa di sconosciuto e inaspettato. Un atteggiamento irrazionale che, se portato all’interno un’azienda, può costare caro. A tutta l'organizzazione. E le ferie, talvolta, acutizzano i problemi legati alla sfera del lavoro perché quando interrompiamo la routine operativa può affiorare il timore del futuro e può subentrare la paura che, magari durante l’assenza dal posto di lavoro, in azienda cambi qualcosa in modo irrimediabile e peggiorativo. Per noi. E a quel punto la vacanza è irrimediabilmente rovinata. 

Tutti questi meccanismi inconsci si trasformano in ostacoli e in vere e proprie voci di costo per le imprese. A spiegarlo è il presidente della divisione PCMC (Paper Converting Machine Company, Lucca) della multinazionale americana Barry-Wehmiller, Sergio Casella, nel suo secondo saggio, 'Vincere la paura in azienda', edito da Tecniche Nuove. Un volume che non è solo un'analisi dei processi e delle patologie che si possono verificare in un’azienda, ma che contiene anche la ricetta per superare i momenti di impasse e disinnescare le posizioni di coloro che, per paura, finiscono per ‘remare contro, anche loro stessi’. 

Casella, infatti, nel volume, elenca proprio quali sono gli antidoti a una paura incontrollata e totalizzante. "La paura - spiega il manager - non si può cancellare ma può essere trasformata da elemento immobilizzante a stimolo per superare le sfide". È per questo che, come recita il sottotitolo, nelle organizzazioni di successo le cose accadono. Perché si è riusciti a evitare la naturale reazione alla paura, che si può trasformare in fuga, immobilismo o tentativo di scaricare su altri le responsabilità, modificandola in una forte fonte di motivazione. Il concetto è quello affrontato anche nella prima fatica di Caselli, 'La morale aziendale'. Per cui al centro di un’azienda non c’è (solo) il profitto ma ci sono l’uomo e l’ambiente in cui lavora e vive. E al vertice dell’organizzazione un leader che non sottovaluta la paura del cambiamento e coinvolge i propri collaboratori ad affrontare ogni sfida in maniera proattiva.