La pittura come verità e fallimento: Dim Sampaio da Ida Pisani

Milano, 15 nov. (askanews) - Alla domanda, legittima, su quanto spazio ci sia ancora per la pittura sulla scena del contemporaneo si possono dare molte risposte diverse. Che in fondo, però, si riducono quasi sempre a un concetto: per la buona pittura, per la pittura consapevole, c'è sempre uno spazio. Una sensazione di cui si può fare esperienza anche nella mostra "Trasfigurazione. Carne, pulsione, colore" che Prometeogallery di Ida Pisani a Milano dedica all'artista brasiliano, da due decenni residente in Italia, Dim Sampaio.

"Ho il concetto di arte - ha spiegato l'artista ad askanews - come una ricerca di verità e proprio è per questo penso che non devo creare una finzione, io devo creare una pittura vera, nel senso che tutti gli atti, tutta l'azione pittorica, i gesti, gli errori, i ripensamenti, siano presenti".

Le tele, in questo senso, sono evidenti, portano impresse le tracce del gesto di Sampaio. Tracce che però sono affiancate da una costante ricerca di figurazione, da una presenza forte di corpi che sono sia raffigurazioni mimetiche, sia elementi consapevoli del loro essere un'immagine mediata, che vive all'interno della storia dell'arte e in una tensione dialettica con il mondo. "La pittura - ha aggiunto l'artista - diventa un filtro a questa bulimia di un mondo troppo carico di immagini, che è diventato addirittura pornografico, quindi la pittura agisce come filtro rispetto a questa pornografia che ci colpisce quotidianamente, ogni secondo".

La dimensione gestuale della pittura di Dim è evidente, così come si può cogliere anche una necessità autobiografica, che prende sfumature particolari, figlie di una ricerca che semplicemente non si può concludere mai. "Questi - ha concluso Dim Sampaio - sono fallimenti, i miei quadri, le mie opere, non sono nient'altro che fallimenti, fallimenti dipinti. Perché per me la tela è perfetta quando è ancora bianca: dal momento che faccio il primo gesto comincio già a fallire".

La mostra nella galleria di via Ventura resta aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2020.