La playlist dei suoni di Marte è molto deludente

NASA / JPL-CALTECH / MSSS / HANDOUT / ANADOLU AGENCY

AGI - Si chiama "Mars soundscape: Review of the first sound recorder by the Perseverance microphones", la raccolta musicale dove sono sono stati riprodotti i suoni raccolti dal rover dell'agenzia spaziale americana Perseverance durante la sua permanenza sul Pianeta Rosso.

Dopo un anno di registrazioni di superficie, i dati raccolti dai due microfoni del rover Perseverance sono stati elaborati in una sorta di playlist spaziale, dalla durata di circa cinque ore. Stando a quanto riportano gli scienziati, Marte è piuttosto tranquillo, i suoni risultano circa 20 decibel più bassi rispetto alla media terrestre e ci sono pochi rumori naturali.

"Abbiamo pensato che il microfono fosse difettoso - commenta Baptiste Chide, del Los Alamos National Lab, che riporta i dati durante la presentazione - invece Marte è semplicemente molto più silenzioso". Dopo un'attenta analisi, il team di ricerca ha però scoperto dei fenomeni affascinanti. Gli esperti hanno evidenziato una discreta variabilità nel vento, tanto che potevano verificarsi rapide e improvvise raffiche.

Perseverance ha calcolato la dispersione della velocità del suono, confermando una teoria secondo cui i suoni ad alta frequenza viaggiano più velocemente di quelli alle basse frequenze. "Marte - commenta Chide - è l'unico pianeta del Sistema solare in cui ciò accade nella larghezza di banda udibile a causa delle proprietà uniche dell'anidride carbonica che compone l'atmosfera".

Anche le stagioni possono influenzare il sottofondo sonoro che si percepisce in superficie: "dato che l'anidride carbonica si congela nelle calotte polari durante l'inverno, la densità dell'atmosfera cambia e il volume dell'ambiente varia di circa il 20 per cento".

"La presenza di anidride carbonica - aggiunge - può attenuare la dispersione dei suoni più acuti". Mentre Perseverance continua a raccogliere registrazioni audio attraverso le varie zone del pianeta, gli scienziati sperano che questa tecnica potrebbe essere molto utile nei pianeti e nelle lune con atmosfere dense, in cui le onde sonore interagiscono più fortemente e si propagano più lontano.

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