La politica domina la fine del 48esimo Forum Cernobbio

no credit

AGI - Si è chiuso con le promesse elettorali dei principali leader politici la 48esima edizione del Forum Ambrosetti a Cernobbio, sul Lago di Como. E, forse, l'apprezzamento maggior è andato ad uno che politico ha deciso di non esserlo più.

Grandi applausi infatti dalla platea di imprenditori al termine dell'intervento del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta che, visibilmente commosso, ha raccontato le ragioni del suo addio alla politica.

Un discorso accorato che più volte ha fatto riferimento alle parole di Mario Draghi, allo spirito repubblicano necessario ad unificare l'Italia e ai momenti della verità: “che per il Paese sono le elezioni, per la propria vita e il proprio futuro” sono scelte che possono essere “difficili e dolorose”.

Ottima accoglienza nei dibattito con i politici è stata riservata al leader di Azione Carlo Calenda che più volte ha posto l'accento sul metodo Draghi, sul “dire dei sì ma anche dei no”, sul capire ciò che è realmente fattibile e cosa no.

Ma non sono mancati anche siparietti meno seri e più gustosi come quando il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani ha confuso, in un lapsus più o meno freudiano, Matteo Renzi con Matteo Salvini o quando il leader della Lega, l'ultimo a parlare, ha chiesto di poter esibire delle slide tra l'imbarazzo dell'alleata Giorgia Meloni (con lei che sussurra: Le slide? Dai..." e lui che le risponde "Eh, le slide sì... poca spesa, molta resa").

Un lungo applauso anche per Salvini, che ha dedicato buona parte del suo intervento a dimostrare che la sua richiesta di rivedere le sanzioni è obiettiva e non filo-putinismo, così come a Giorgia Meloni e Enrico Letta.

Abbandonata la platea del gotha dell'imprenditoria e della finanza che per tre giorni ha affollato Villa d'Este (dove per intenderci una camera oscilla tra i 750 e i 2850 euro a notte e un pollo con patate è servito a 40 euro, ovviamente si sale per un antipasto a base di pesce fino ai 65 ero) nel campo di gioco “allargato” dei social network in molti hanno puntato il dito contro un mondo sempre più distante dal mondo reale o sulla differenza tra l'accoglienza dei leader nelle piazze delle città e nelle platee.

“D'altra parte è noto a tutti che Cernobbio riflette alla perfezione il paese reale” ironizza un'utente. “Cernobbio è l'elite con il Rolex… che ne sanno del popolo” aggiunge un altro.