La polizia di Tokajev e gli spetsnaz russi mettono a tacere proteste sul Gpl ed aneliti di libertà

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Rivolta sul prezzo del Gpl sedata in Kazakistan: centinaia di morti e migliaia di arresti
Rivolta sul prezzo del Gpl sedata in Kazakistan: centinaia di morti e migliaia di arresti

Repressa, e duramente, la rivolta in Kazakistan: in una settimana ci sono stati, a fare un bilancio sommario perché tarato su numeri impossibili da verificare, 164 morti ed oltre 5000 arresti. A dirla tutta e breve la polizia del presidente Kassym-Jomart Tokajev e le forze speciali russe, specie le seconde, hanno messo a tacere sia le proteste sul Gpl della più parte dei cittadini che gli aneliti di libertà di gran parte di essi.

Il bilancio parziale dopo che è stata repressa la rivolta in Kazakistan partita da Almaty

Delle 164 vittime 103 sono state contabilizzare nella sola ex capitale amministrativa e capitale economica di fatto Almaty, dove le proteste partite il 2 gennaio erano sfociate nell’Epifania di fuoco con il palazzo municipale dato alle fiamme. Tutto questo mentre gli agenti dei servizi hanno arrestato con l’accusa di alto tradimento il capo dell’intelligence, generale Karim Masimov, uno degli uomini del cerchio magico dell’ex leader autocrate Nursultan Nazarbayev.

Arrestato il capo dell’intelligence e duramente repressa la rivolta in Kazakistan

Perché? Perché il Knb, Comitato Nazionale per la Sicurezza, ritiene che non abbia saputo prevedere che l’innalzamento del prezzo del Gpl avrebbe innescato anche le istanze sopite di una popolazione soggiogata da troppi anni. Dal canto loro le autorità avevano denunciato la morte di “soli” 26 manifestanti, fra cui 16 membri delle forze di sicurezza, ed il ferimento di 2.000 persone. E sono partiti gli arresti, migliaia di arresti: il ministro dell’Interno kazako, Erlan Tourgoumbaiev, ha dato istanza a 125 inchieste giudiziarie differenti ed ha quantificato danni per 175 milioni di euro, con oltre 100 filiali di banche saccheggiate e 400 veicoli distrutti.

Come è stata repressa davvero la rivolta in Kazakistan: il ruolo dei soldati di Putin

Non è difficile credergli, fino a soli tre giorni fa in Kazakistan la furia del popolo aveva ottime possibilità di esautorare lo stesso governo. Poi era successo qualcosa. Cosa? Che Vladimir Putin aveva inviato le sue truppe spetsnaz aviotrasportate su richiesta dell’amico Tokayev e i militari altamente specializzati del generale Andrey Sedov avevano ramazzato via rivolta e rivoltosi in 72 ore nette. Le città kazake in queste ore sono descritte come silenti e calme, con decine di market che via via riaprono e solo qualche isolato mitra a fare gargarismi nei parcheggi. Dal canto suo il ministro Tourgoumbaiev ha dato l’imprintig politico a quel silenzio: “L’operazione antiterrorismo continua per ristabilire l’ordine nel Paese”. Il grazie tante Vladimiro ce lo mettiamo noi.

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