La #Populeconomy di Capone (Ugl): “Basta politiche di austerità”

La #Populeconomy di Capone (Ugl): “Basta politiche di austerità”

Milano, 26 lug. (askanews) – Avvicinare l’economia alla vita reale, affrontare i cambiamenti sociali con parole semplici. È lo spirito di ‘#Populeconomy: l’economia per le persone e non per le élites finanziarie’, libro scritto da Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, presentato a Milano a due passi da Piazza Affari. Al centro del saggio, con prefazione del vicepremier Matteo Salvini, ci sono tutte le sfide del presente: austerità, globalizzazione e lavoro.

“Alle persone normali interessa come sta un paese, come può migliorare il suo stato di benessere. E lo stato di benessere di un paese non si può misurare con il Pil, si misura con quanti poveri in meno abbiamo, con quanta ricchezza riusciamo a ridistribuire e con quanta capacità produttiva riusciamo a far diventare il nostro paese un posto migliore di quello che abbiamo ereditato. Vale per l’Italia e per l’Europa”.

Per raggiungere l’obiettivo secondo il leader sindacale è necessario però cambiare rotta, virare. “Bisogna far crescere il paese. Non si possono più fare politiche di austerità, sono necessarie politiche di sviluppo: bisogna aumentare i consumi. Bisogna fare politiche per i redditi più coraggiose: più soldi ai redditi più bassi permettono una maggiore spesa, maggiori acquisti e consumi. Vuol dire anche ripresa del ciclo economico. Dobbiamo ricostruire una classe media che è quella che contribuisce con la sua capacità di pagare tasse di sopperire a quelli che stanno meno bene: il più grande fornitore di welfare è stata sempre la classe media”.

Il lavoro è al centro della visione economica di Capone: il 59% di occupazione registrato a luglio dall’Istat ispira fiducia anche se l’obiettivo, dice il leader dell’Ugl, deve essere la piena occupazione. “In questo scenario il ruolo del sindacato è fondamentale, tutto il movimento sindacale deve recuperare la capacità di proporre visioni nuove. Vedo le altre organizzazioni sindacali molto ferme sulle gambe direi che noi siamo avanguardia su questo, continuiamo a voler essere e voler rappresentare un’organizzazione sindacale, l’Ugl, rivoluzionaria”. Con l’obiettivo di valorizzare il tessuto imprenditoriale dell’Italia e restituire dignità al lavoro.