La posizione della Lega di fronte chiusure e restrizioni

Giovanni Lamberti
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AGI - Riunione tra Matteo Salvini e i governatori della Lega, collegati in videoconferenza. All'ordine del giorno la situazione economico-sanitaria dopo i dietrofront del governo, le incertezze sulla scuola, le conseguenze negative di scelte incoerenti con il momento come la "lotteria degli scontrini" il cashback o il "buono vacanze", iniziative che spingono le persone a uscire in contraddizione con le raccomandazioni di non fare assembramenti.

È emersa grande preoccupazione per la mancanza di certezze, la capacità di programmare da parte dell'esecutivo e la necessità di prevedere rimborsi immediati in caso di nuove serrate, anche in caso di chiusure su porzioni limitate di territorio.

La Lega e i suoi governatori confermano l'atteggiamento responsabile e costruttivo, anche perché il prossimo weekend sarà l'ultimo prima di Natale: proprio per questo servono risposte rapide.

"Gli italiani si stanno dimostrando rispettosi delle regole, la salute viene prima di tutto ma servono responsabilità e buonsenso perché il diritto alla salute va accompagnato al diritto al lavoro", scrivono Salvini e i governatori in una nota congiunta. "È impensabile immaginare in queste ore una chiusura a partire dal prossimo weekend, senza programmazione e senza la certezza di un piano definito per i rimborsi e una programmazione seria. In questo quadro, un'eventuale zona rossa su tutto il territorio nazionale smentirebbe le chiusure differenziate tra Regioni fortemente volute dal governo. Attendiamo che l'esecutivo si esprima ufficialmente e al più presto".

I dirigenti della Lega sono convinti che "le restrizioni possono essere sostenute solo in presenza di immediati rimborsi per le attività danneggiate come avviene in tutta Europa e in particolare in Germania. Esprimiamo, inoltre, la volontà (sull'esempio europeo) di non dividere, isolare e dividere famiglie e italiani, che in 8 casi su 10 vivono in piccoli Comuni, almeno il giorno di Natale".

A proposito di scuole, infine, "la riapertura del 7 gennaio sarà impossibile senza investimenti mirati su trasporto pubblico ed edifici". Il governatore Massimiliano Fedriga ha il mandato per trattare con il governo, "in modo da evitare provvedimenti improvvisi, punitivi e non organizzati che rischiano di danneggiare famiglie e imprese già fortemente colpite dalla crisi".