La prima donna premier della Svezia si è dimessa dopo poche ore dall'incarico

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Current Finance Minister and Scocial Democratic Party leader Magdalena Andersson poses during a press conference after being appointed as Sweden's first female prime minister at the Swedish parliament in Stockholm on November 24, 2021. - Sweden OUT (Photo by Erik SIMANDER / TT NEWS AGENCY / AFP) / Sweden OUT (Photo by ERIK SIMANDER/TT NEWS AGENCY/AFP via Getty Images) (Photo: ERIK SIMANDER via Getty Images)
Current Finance Minister and Scocial Democratic Party leader Magdalena Andersson poses during a press conference after being appointed as Sweden's first female prime minister at the Swedish parliament in Stockholm on November 24, 2021. - Sweden OUT (Photo by Erik SIMANDER / TT NEWS AGENCY / AFP) / Sweden OUT (Photo by ERIK SIMANDER/TT NEWS AGENCY/AFP via Getty Images) (Photo: ERIK SIMANDER via Getty Images)

È stata la prima donna della Storia della Svezia ad essere nominata premier, ed è stata anche la prima donna premier della Svezia a essersi dimessa. Poche ore dopo essere stata eletta in Parlamento alla guida del nuovo governo svedese, Magdalena Andersson ha lasciato l’incarico di premier dopo aver perso il sostegno dei Verdi. I Verdi hanno ritirato il sostegno alla coalizione guidata dalla socialdemocratica a seguito dell’approvazione da parte del Parlamento, avvenuta sempre oggi, di una proposta di bilancio alternativa.

Con un comunicato diffuso dopo le dimissioni di Andersson, la presidenza del Parlamento svedese ha reso noto che “ora si metterà in contatto con i leader del partito per discutere la situazione”. L’elezione di Andersson - che avrebbe dovuto prendere il posto di Steffan Lofven, il compagno di partito che ha deciso di ritirarsi per disinnescare la costante tensione politica e impedire che il suo partito si spaccasse, prima delle elezioni del settembre 2022 - era avvenuta con i 174 voti di socialdemocratici e Verdi ed altrettanti no dei conservatori.

Ma il sistema parlamentare svedese prevede che si venga confermata se non si ha una maggioranza di voti contrari. La debole maggioranza ha retto però poche ore, quando non è riuscita a far approvare la propria legge di bilancio, con l’opposizione dei conservatori che invece è riuscita a far passare la sua proposta. A questo punto i Verdi hanno revocato il loro sostegno alla premier.

“E’ un momento molto difficile, siamo sorpresi ed indignati dalle azioni del Partito del Centro, per noi la politica non è un gioco”, ha detto il leader dei Verdi, e vice premier, Per Bolund, ammettendo che è difficile capire come è stato possibile dare la mattina il sostegno ad un governo e poi ritirarlo.

“La pratica costituzionale vuole che un governo di coalizione si dimetta dopo che uno dei partiti abbandona la coalizione. Non voglio dirigere un governo la cui legittimità è messa in discussione”, ha spiegato la leader socialdemocratica in una conferenza stampa durante la quale ha espresso l’auspicio di poter essere nuovamente votata alla guida dell’esecutivo - un monocolore socialdemocratico, ancora più minoritario - in un prossimo voto.

Paragonata per alcuni tratti ad Angela Merkel e definita dalla tv pubblica Svt ‘il bulldozer’, Magdalena Andersson ha aggiunto ai suoi molti primati quello più importante: l’elezione a premier, seppur per poco, da parte del parlamento di Stoccolma con 117 voti favorevoli, 57 astenuti e 174 contrari. Fin dall’inizio non è stato un plebiscito e i numeri testimoniano di un Paese diviso, ma in base al sistema svedese un candidato premier non ha bisogno della maggioranza favorevole, basta che non abbia quella contraria.

La sua elezione non era stata una sorpresa. Ai primi di novembre è stata nominata per acclamazione leader del suo partito al potere, i socialdemocratici. E come tale già premier in pectore, in attesa della ratifica parlamentare che l’ha portata oggi a capo dell’esecutivo. Una vittoria personale ma anche un punto a favore della Svezia, l’unico dei Paesi nordici a non avere ancora avuto una prima ministra o una presidente, nonostante l’uguaglianza di genere sia una realtà da tempo consolidata.

Nata a Uppsala, capitale accademica della Svezia, da un docente universitario e un’insegnante, sposata, due figli, il suo ambiente è quello dell’élite intellettuale, ha riassunto all’agenzia France Presse Jonas Hinnfors, professore di scienze politiche all’Università di Göteborg. Di sfide, Andersson, ne ha già vinte molte: brillante studentessa di economia all’università di Stoccolma e ad Harvard, campionessa nazionale di nuoto per la categoria junior, giovane consigliera politica del primo ministro Göran Persson e ministra delle Finanze per sette anni del suo predecessore Stefan Löfven.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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