La prima missione internazionale di Draghi, in Libia per sostenere il governo di unità nazionale

Giovanni Lamberti
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AGI -  Un viaggio lampo che culminerà nella tarda mattinata di martedì con una dichiarazione congiunta del premier Mario Draghi e del neopremier libico Abdul Hamid Dbeibah. La prima visita ufficiale del presidente del Consiglio all'estero è in Libia dove, dopo il cessate il fuoco, un mese fa è nato un Governo unificato sotto l'egida dell'Onu. La missione è stata annunciata dal capo dell'esecutivo in Parlamento e servirà da un lato a ribadire – dopo i viaggi del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio del 21 e 25 marzo – il sostegno italiano al governo di unità nazionale, dall'altro a rilanciare progetti infrastrutturali messi in campo da tempo da Roma e Tripoli.

Oltre ai lavori legati all'aeroporto internazionale, si punterà a sbloccare il piano della costruzione della cosiddetta ‘autostrada della pace'. Una infrastruttura che di fatto non è mai stata avviata veramente. L'autostrada della pace secondo gli accordi siglati nel 2008 dall'allora premier Silvio Berlusconi e da Muammar Gheddafi, avrebbe dovuto attraversare la Libia per 1.750 chilometri come risarcimento per i danni causati dall'Italia durante il periodo coloniale. Il tracciato è quello della litoranea libica, la strada costruita durante il fascismo, inaugurata nel 1937 da Benito Mussolini e conosciuta anche come via Balbia. Con la realizzazione di quella che è considerata la piu' importante arteria del Paese che collega il confine con la Tunisia a quello con l'Egitto nelle intenzioni dell'esecutivo si potrà dare nuovo impulso agli investimenti italiani. 
     “E' chiaro – ha spiegato il presidente del Consiglio - che l'Italia difende in Libia i propri interessi internazionali e la cooperazione. Se vi fossero interessi contrapposti l'Italia non deve avere alcun dubbio a difendere i propri interessi internazionali, né deve avere timori reverenziali verso qual che sia partner. Ho sempre dimostrato estrema indipendenza nella difesa dei valori fondamentali dell'Europa e della Nazione”. 
    L'obiettivo di Roma è che si rispetti il percorso che porterà la Libia il 24 dicembre alle elezioni. “Occorre essere molto vigili – le parole del premier in Parlamento - che l'accordo sul cessate il fuoco venga rispettato con l'evacuazione di coloro che hanno alimentato questa guerra, i mercenari e gli eserciti di altri Paesi, tra questi la Turchia. L'Italia aiuterà la Libia – ha detto il presidente del Consiglio – “a fare riforme economiche che inizino ad affrontare la situazione sociale ed economica deteriorata fortemente”. Abdul Hamid Dbeibah ha visto ieri il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.
    Altri dossier sul tavolo sono quelli legati alla stabilità dell'intera area del Mediterraneo, all'immigrazione, alle forniture di gas con la possibilità di un partenariato nel settore della transizione energetica, all'emergenza sanitaria. Dbeibah ha annunciato via twitter di essere riuscito a fare arrivare circa 100 mila dosi di vaccini Sputnik V mentre la Cooperazione italiana ha provveduto a far giungere al porto di Tripoli una nave con oltre 10 tonnellate di materiale medico-sanitario, tra cui un milione di mascherine e kit d'emergenza.