La procura chiede la pena per Andrea Antico, corresponsabile presunto della morte di Emanuele Scieri

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Emanuele Scieri
Emanuele Scieri

Svolta procedurale nel processo per Emanuele Scieri, il parà morto a Pisa nel 1999, chiesti 18 anni per l’ex caporale addestratore della Folgore Andrea Antico, che è l’imputato con ruolo più diretto nel processo per quel misterioso “incidente” legato secondo l’accusa al nonnismo estremo. La magistratura ha chiesto poi la condanna a 4 anni per due ex ufficiali dell’esercito.

Parà morto, chiesti 18 anni per l’omicidio volontario di “Lele”

La procura di Pisa aveva riaperto le indagini nel 2017, cercando di ricostruire le ultime ore di vita del 26enne parà siciliano che il 16 agosto del 1999 era misteriosamente precipitato dalla torre di asciugatura dei paracadute nella caserma della Gamerra di Pisa inquadrata nella Brigata Folgore.

La procura chiede 18 anni per il parà morto: “Fu nonnismo estremo”

Lo stesso Tribunale Militare di Roma aveva avviato un’inchiesta per cui era altamente probabile che Scieri fosse stato vittima di un caso di nonnismo estremo. Ma perché Emanuele venne punito? L’accusa dice che tutto accadde perché aveva usato il cellulare. Ad ogni modo il procuratore Alessandro Crini e il sostituto Sisto Restuccia avevano rubricato in atto le responsabilità di cinque persone in tutto.

Da 18 a 4 anni per omicidio e favoreggiamento: i capi di accusa per il parà morto

Antico è accusato di omicidio volontario in concorso, mentre per favoreggiamento sono iscritti in atti gli ex alti ufficiali Enrico Celentano e Salvatore Romondia. I tre hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Pende invece richiesta di rinvio a giudizio per altri due ex militari, Alessandro Panella e Luigi Zabara, anche loro accusati di omicidio volontario in concorso: verranno giudicati col rito ordinario.

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