La Procura di Milano interroga il governatore lombardo sulle minacce

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Il governatore della Lombardia Attilio Fontana è stato interrogato dai pm della Procura di Milano relativamente al clima di odio generatosi nei suoi confronti che aveva costretto le autorità a metterlo anche sotto scorta. Il Presidente ha espresso grande preoccupazione per gli insulti e le minacce ricevuti.

Fontana preoccupato per le minacce ricevute

Il leghista si è infatti detto preoccupato sia per lui che per la sua famiglia per la campagna di odio che si è scatenata nelle ultime settimane. Questa ha compreso sia minacce di morte espresse online (“Devi morire, devi morire come loro“, con riferimento alle vittime del coronavirus) sia scritte sui muri (“Fontana assassino“) che lettere di intimidazioni l’ultima delle quali paventava anche un incidente stradale occasionale.

Ancora nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 giugno in un sottopassaggio della periferia sud di Milano è comparsa una nuova scritta contro di lui e contro il sindaco del capoluogo meneghino. Questo quanto recitava: “Fontana assassino, Sala zerbino“. I suoi autori sarebbero dei giovani del centro sociale Zam così come degli stessi ambienti sono anche i responsabili delle altre scritte. Questi ultimi sono in parte già stati identificati e di fatto denunciati.

L’avvocato del governatore, Jacopo Pensa, ha raccolto tutte le intimidazioni in un fascicolo di circa trenta pagine che ha depositato alla Procura di Milano. Gli inquirenti hanno pertanto interrogato Fontana come parte offesa e al responsabile dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili ha dichiarato di essere tranquillo per come ha gestito l’emergenza coronavirus.