Cessione Milan 'gonfiata'? Smentita dalla Procura: "Nessun procedimento penale"

Caos Milan: Yonghong Li non ha restituito ad Elliott i 32 milioni dell'aumento di capitale, ora o arriva il fondo o ci sarà una nuova cessione.

Il quotidiano 'La Stampa' oggi in edicola aveva riportato la notizia dell'apertura di un'inchiesta sulla cessione Milan da parte della Procura di Milano. Per il giornale torinese, infatti, ci sarebbero concreti sospetti di una vendita gonfiata del club per riciclare denaro.

Secca è arrivata tuttavia la smentita per bocca del Procuratore capo Francesco Greco, intervenuto ai microfoni dell'agenzia 'Ansa': "Allo stato attuale - ha assicurato il magistrato - non esistono procedimenti penali sulla compravendita dell' A.C. Milan".

Dura replica al quotidiano torinese anche da parte della presidente di Fininvest e figlia di Silvio Berlusconi, Marina, che tramite una nota tuona: "Siamo indignati dalla falsificazione della verità".

Ma 'La Stampa', attraverso una nota della Direzione "in merito alla vicenda della vendita del Milan ribadisce di aver svolto opportuni controlli circa l’esistenza di un’indagine sull’operazione, di cui è venuta a conoscenza da due fonti distinte, e pertanto conferma quanto scritto”.

Nell'aprile scorso il club rossonero, per 31 anni nelle mani della famiglia Berlusconi, è passato ufficialmente all'imprenditore cinese Yonghong Li per 740 milioni di euro. Nonostante la scorsa estate l'avvocato del Cavaliere, Niccolò Ghedini, abbia presentato documenti che attesterebbero la lecita provenienza del denaro cinese, per 'La Stampa' i magistrati avrebbero avviato un'indagine alla luce di nuovi documenti emersi che dimostrerebbero esattamente il contrario.

Secondo il quotidiano, per i magistrati la cifra della cessione della società sarebbe stata volutamente gonfiata: 740 milioni appaiono troppi, visto che il Milan era reduce da diversi campionati deludenti, campagne acquisti sotto tono rispetto ai suoi standard, continui cambi di allenatori in panchina e aveva visto il suo organico drasticamente ridimensionato negli anni. 

Anche la dinamica degli eventi con cui è avvenuta la vendita del Milan sarebbe stata poco convincente. Berlusconi aveva aperto alla cessione, e il primo a farsi avanti era stato lo sconosciuto broker thailandese, Bee Taechaubol, disposto a offrire addirittura 960 milioni nelle casse di Fininvest. Poi misteriosoamente la trattativa si arena, con l'advisor che segue la trattativa, Tax &Finance, che finisce nel mirino della giustizia per una grossa frode fiscale. 

Ecco allora proporsi Yonghong Li, che rileva la proprietà del club ed è protagonista in estate di una campagna acquisti che non si ricordava da anni. Ma i sospetti iniziano a circolare, con un'inchiesta del New York Times dello scorso novembre che solleva pesanti ombre sul nuovo proprietario, "sconosciuto sia in Italia, sia in Cina".

Nonostante tutto, però, di fatto al momento non risulterebbero procedimenti penali aperti a carico dell'A.C. Milan.