La prof condannata per la frase scritta

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Cerciello-Frontini
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La prof Eliana Frontini è stata condannata a 8 mesi per aver scritto la frase “uno di meno” riguardo la morte del carabiniere Cerciello Rega.

“Uno di meno” per la morte del carabiniere Cerciello Rega: prof condannata a 8 mesi

Eliana Frontini, prof di Novara che aveva lanciato frasi offensive sui social contro il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma mentre era in servizio, ha ricevuto una condanna in primo grado. Il Tribunale di Novara ha stabilito una condanna a otto mesi di reclusione per i reati di vilipendio alle Forze armate e diffamazione. Disposto a suo carico il risarcimento delle parti civili che si sono costituite a processo. Le cifre decise sono 8.000 euro per la vedova del carabiniere, Rosa Maria Esilio, e 5.000 euro per il Ministero della Difesa. L’insegnante dovrà pagare entro un anno per ottenere il beneficio della sospensione condizionale della pena.

“Uno di meno” per la morte del carabiniere Cerciello Rega: il caso della professoressa

Il caso risale al mese di luglio scorso, quando la professoressa di storia dell’arte all’Istituto Pascal di Romentino, in provincia di Novara, aveva commentato la morte del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega con una frase molto offensiva. “Uno in meno e chiaramente con sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza” aveva scritto su Facebook, scatenando le polemiche. Dopo poco era arrivata la sospensione dalla scuola per “condotta gravemente in contrasto con la funzione educativa e gravemente lesiva dell’immagine della scuola” e poi è partita l’indagine penale. Per Eliana Frontini potrebbero esserci altre conseguenze professionali in quanto il giudice ha disposto l’invio degli atti al Ministero della pubblica istruzione per eventuali provvedimenti.

“Uno di meno” per la morte del carabiniere Cerciello Rega: “Quel post non l’ho scritto io”

La donna, al momento della sentenza, non era in aula, così come non era presente la moglie di Cerciello Rega e il marito della docente, anche lui a processo per favoreggiamento ma assolto dal giudice. “Quel post non l’ho scritto io, chi mi conosce sa che non penso quelle cose, Non si è trattato di hackeraggio, semplicemente è stato usato il mio account e il mio computer” aveva dichiarato la donna. Il marito aveva dichiarato di essere stato lui a scrivere il post usando l’account della moglie. L’avvocato Luca Berra, che difende la docente, ha dichiarato a Fanpage.it che per il momento non lasceranno nessun tipo di dichiarazione, ma che la loro intenzione è quella di impugnare il provvedimento.

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