La profezia di Carlo Nordio sul Conte-bis e sul futuro di Salvini

alberto ferrigolo

Trova che il taglio dei parlamentari sia “inutile”, che l'allarme fascismo “sia una balla colossale”, che l'incriminazione dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini per il “caso Rackete” non abbia alcun fondamento, che “nella sostanza” il decreto Sicurezza bis non sia anticostituzionale, che “la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado è un mostro giuridico” e che pertanto se son si farà “slittare l'entrata in vigore della legge sulla prescrizione torneremo al Medioevo”. Infine ritiene che “l'asso nella manica di Salvini potrebbe essere proprio il nuovo governo” perché, spiega, “perseguendo programmi incompatibili, avendo un alto tasso di litigiosità, e comprendendo forze assai eterogenee, l'alleanza tra M5S e Pd potrebbe fallire clamorosamente”. A quel punto, “Salvini andrebbe al 60%, come disse il segretario democratico Zingaretti quando prospettò la necessità di votare subito”.

Chi parla è Carlo Nordio, già procuratore aggiunto della Repubblica di Venezia, oggi in pensione per raggiunti limiti di età ed editorialista sui giornali, nell'intervista a Libero Quotidiano. E sul tema specifico del voto per non far vincere Salvini, l'ex magistrato sostiene che “dal punto di vista costituzionale certo si può ma, per favore, non prendeteci per cretini…” dice. Nordio infatti sostiene di non credere proprio che “Salvini fosse e sia un rischio per la democrazia”. È semmai “un ritornello petulante che ci sentiamo ripetere da più di vent'anni, da quando è arrivato Berlusconi, e maschera una straordinaria povertà di cultura e di argomentazioni politiche”. Anche se, chiosa l'ex procuratore lagunare, “che poi l'espressione ‘pieni poteri' sia stata infelicissima è un altro paio di maniche”.

Ma nel giorno in cui Roma tratta con l'Europa sui migranti e la Francia si apre all'ascolto sul tema, Nordio sostiene che “dai tempi di una legge di sinistra di vent'anni fa, la Turco-Napolitano, i princìpi sono gli stessi: in Italia si entra con il permesso; se ne sei privo, vieni respinto alla frontiera; se sei espulso e non te ne vai, commetti un reato”.

Ecco, secondo l'ex magistrato “Salvini ha avuto il coraggio di applicarla concretamente perché, almeno fino a Minniti, era rimasta sulla carta. Che poi Salvini si esprima in modo talvolta rude e pittoresco credo faccia parte del suo carattere”. “Personalmente lo preferirei più istituzionale”, commenta. Quanto alla ricetta sull'immigrazione, ritiene che si debba “coniugare la solidarietà e il realismo in un modo semplice e legale, in attesa che venga modificata l'aberrazione dell'accordo di Dublino”.

Ovvero, “si obblighino i migranti a depositare la domanda di asilo nelle mani del comandante delle navi delle Ong. Egli a tutti gli effetti è pubblico ufficiale dello Stato di bandiera. A quel punto, potremmo anche fare sbarcare i profughi temporaneamente da noi, salvo trasferirli subito nello Stato di primo approdo dove è stato depositato il documento, perché questo dice proprio il trattato di Dublino” sostiene l'ex procuratore.

Infine sul fascismo e il risorgere di un'antica quanto nuova nostalgia, Nordio sostiene che “l'unico fascismo è quello del nostro vigente codice penale, che è firmato Mussolini”.