La promessa del leader ceceno Kadyrov: "Riprenderemo le città perse dalle truppe russe"

Kirill KUDRYAVTSEV / AFP

AGI - Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha promesso di riconquistare tutte le città perse dalla Russia in Ucraina nella direzione di Kharkiv.

Lo riporta l'agenzia Ria Novosti. Ieri il ministero della Difesa russo ha riferito che le sue truppe a Balakleya e Izyum sono state raggruppate nella direzione di Donetsk "per raggiungere gli obiettivi dichiarati di un'operazione militare speciale per liberare il Donbass".

Sempre ieri, il capo filorusso dell'amministrazione statale regionale di Kharkiv, Vitaly Ganchev, ha reso noto che procede l'evacuazione dei civili dalle città di Izyum, Kupiansk e Balakleya, riconquistate dalle forze di Kiev.

"Io, Ramzan Kadyrov, dichiaro ufficialmente che tutte queste città saranno riprese, la nostra gente è già li', addestrata per fare questo lavoro. Raggiungeremo Odessa nel prossimo futuro", afferma Kadyrov in un messaggio audio sul suo canale Telegram, prosegue Ria Novosti.

"Non posso incolpare nessuno, perché non capisco a fondo quale strategia sia stata sviluppata. Ma so una cosa: vincerà la Russia", conclude il capo della Cecenia.

Intelligence britannica, progressi di Kiev ma si combatte a Izyum e Kupiansk

"Nelle ultime 24 ore le forze ucraine hanno continuato a fare progressi significativi nella regione di Kharkiv. La Russia ha probabilmente ritirato unità da questa zona, ma i combattimenti proseguono intorno alle città di Kupiansk e Izyum, che sono importanti dal punto di vista strategico". Così l'intelligence britannica nel suo aggiornamento sulla guerra in Ucraina.

I servizi segreti di Sua Maestà sostengono inoltre che non è vero, come ha dichiarato di recente il presidente russo Vladimir Putin, che soltanto 60mila tonnellate di grano esportate dall'Ucraina a partire da agosto sono state inviate a Paesi in via di sviluppo e che la maggior parte del grano è stata consegnata agli Stati dell'Ue.

"Secondo i numeri delle Nazioni Unite - affermano gli 007 - circa il 30% del grano è stato fornito a Paesi a basso o medio reddito in Africa, Medio Oriente e Asia". Insomma, conclude l'intelligence britannica, "la Russia mette in atto una strategia di disinformazione deliberata per non essere accusata di essere la causa dell'insicurezza alimentare, per screditare l'Ucraina e minimizzare l'opposizione all'invasione".