La protesta dei Vigili del Fuoco: "Pari trattamento, non privilegi"

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Tremila vigili del fuoco in uniforme hanno protestato questa mattina in piazza Montecitorio. Tremila "eroi" da ogni parte d'Italia, i "campioni del mondo" pianti e osannati quando perdono la vita in servizio, hanno chiesto al governo risposte immediate nella legge di bilancio sul tema dell’equiparazione retributiva e previdenziale agli altri Corpi dello Stato. La protesta, organizzata dai sindacati Conapo, Apvvf e Sindir vvf, non è certo la prima. Anzi, esattamente due anni fa i vigili del fuoco si ritrovarono in quella piazza, allora come oggi, a chiedere maggiori tutele e riconoscimenti. "Eroi traditi", "Prima eroi in tv dopo per voi non esistiamo più", "Amati dagli italiani, ignorati dallo Stato" alcune delle frasi scritte negli striscioni. 

"Siamo il Corpo meno pagato - ricorda Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo - Il Ministero dell’ Interno ha calcolato che servono 216 milioni di euro all'anno per azzerare le differenze con gli altri Corpi ma il governo ne ha messi in legge di bilancio solo 25. Di questo passo andremo in pensione senza essere equiparati. Eppure chiediamo solo parità di trattamento e non privilegi. Al premier Conte, al ministro Lamorgese e ai capi politici Di Maio, Zingaretti e Renzi chiediamo di essere rispettati anche da vivi e non solo ai funerali".  

Sul palco, agli sgoccioli della protesta, è salito il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia che ha portato ai manifestanti il testo di un emendamento condiviso dal Movimento 5 Stelle che stanzia a questo scopo 220 milioni di euro nel prossimo triennio. "E' stata palesata l’intenzione di condividerlo nell'intero governo e poi presentarlo in legge di bilancio - riferiscono i sindacalisti - affinché sia approvato entro la fine dell’anno. A tutti i partiti di maggioranza e di opposizione è stato chiesto di fare la loro parte subito in parlamento".