La quarantena sarà ancora malattia, ma senza copertura totale

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Italy's Economy Minister, Daniele Franco speaks during a press conference following a Cabinet meeting in Rome, Italy, March 19, 2021. Alberto Pizzoli/Pool via REUTERS (Photo: POOL New via Reuters)
Italy's Economy Minister, Daniele Franco speaks during a press conference following a Cabinet meeting in Rome, Italy, March 19, 2021. Alberto Pizzoli/Pool via REUTERS (Photo: POOL New via Reuters)

Pieghe del bilancio è un’espressione tipica tra gli addetti ai lavori per indicare il luogo immateriale in cui i tecnici del ministero dell’Economia provano a trovare i soldi che servono a coprire le spese. Insomma una caccia al tesoro tra i conti pubblici. La ricerca si sta concentrando in queste ore anche sulle risorse per rifinanziare l’indennità da destinare ai lavoratori in quarantena in seguito a un contatto con un positivo al Covid. La quarantena è stata equiparata alla malattia fin dall’inizio della pandemia, ma intanto i soldi sono finiti. Ora si cercano 800 milioni, non di certo bruscolini considerando che la ricerca è già prenotata anche da altre richieste. Quello che il Governo ha già messo in conto è che i soldi non basteranno però a replicare l’intervento dell’anno scorso. Bisognerà tagliare l’indennità: non sarà più integrale, ma parziale, meglio legata a un forfait calibrato sui singoli giorni o sull’intero periodo della quarantena.

Il rifinanziamento dell’indennità troverà spazio in un provvedimento (la legge di bilancio è al momento il veicolo più accreditato) appena il Tesoro darà il via libera alla copertura. Le norme e la relazione tecnica che le accompagna sono state già scritte al ministero del Lavoro e questo spiega l’accelerazione necessaria a coprire un buco normativo che ad agosto ha generato l’allarme di Unimpresa sul rischio che fossero i lavoratori a pagare la mancata copertura da parte dell’Inps con un taglio allo stipendio. Con un messaggio del 6 agosto, infatti, l’Istituto aveva spiegato bene che senza nuove risorse sarebbe stato impossibilitato a riconoscere la tutela per le quarantene del 2021. I 663,1 milioni stanziati dal Conte 2 sono bastati per riconoscere l’indennità integrale a tutti i lavoratori in quarantena l’anno scorso, ma quello stanziamento è andato esaurito. E i soldi servono non solo per l’indennità economica, ma anche per assicurare al lavoratore i contributi figurativi, quelli utili per raggiungere il diritto alla pensione e per aumentare l’importo dell’assegno pensionistico.

È vero che quest’anno il numero delle quarantene è diminuito rispetto all’anno scorso, così come è inferiore la durata della stessa quarantena (dieci giorni che scendono a sette per chi ha completato il ciclo vaccinale), ma senza una nuova iniezione di liquidità resta il rischio che a coprire il buco siano le imprese e, qualora i datori di lavoro non ce la facciano, i lavoratori con una decurtazione della busta paga.

L’intervento che sta programmando il Governo non chiude completamente la questione, ma quantomeno la ridimensiona fortemente. Lo schema dell’impianto dice che ai lavoratori dipendenti (gli autonomi non hanno mai ricevuto l’indennità) in quarantena in seguito a un contatto con un positivo Covid sarà riconosciuto un forfait, una somma fissa che sarà calcolata per ogni giorno di isolamento o sull’intero periodo della quarantena. Il forfait non coprirà l’intera indennità, quindi la parte della retribuzione relativa a quel giorno non sarà coperta totalmente come avviene con la malattia e come è avvenuto l’anno scorso.

L’indennità decurtata non andrà a chi è in quarantena, ma comunque lavora da casa. Già a ottobre era stato sempre l’Inps a specificare che la tutela non è dovuta dato che il lavoratore continua a svolgere la sua mansione e non si vede quindi sospeso lo stipendio. E rimarrà invariata anche la disposizione per i lavoratori fragili: a differenza degli altri hanno ricevuto un’indennità integrale fino al 30 giugno e sarà ora allungata con la stessa modalità. Non cambierà nulla neppure per chi è in quarantena ed è positivo al Covid: anche in questo caso l’indennità sarà integrale.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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