La questione del piano pandemico e delle accuse a Ranieri Guerra

Manuela D'Alessandro
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AGI -  "Gente indecente che cerca di farvi bere anche l'arsenico per tv pubblica". Ranieri Guerra, il vicepresidente europeo dell'Oms, annuncia querele e si esprime con rabbia contro 'Report' dopo che lunedì la trasmissione di Rai3 lo ha accusato di avere ordinato di modificare un rapporto dell'organizzazione mondiale della sanità affinché non emergesse che l'Italia non aveva un piano pandemico aggiornato.  

Coperto da insulti su Facebook  

Da lunedì sera, il suo profilo Facebook è preso di mira da decine di persone che lo insultano. C'è chi gli augura il carcere (“Bisognerebbe buttare le chiavi, ma so già che la premieranno. Che Governo di m…”; “Omertà e mafia. Diritto in Tribunale”; “Lei è un criminale, a lei serve la sedia elettrica, sparisca dalla faccia della terra”), chi gli chiede di lasciare il suo incarico (“Abbia la decenza di dimettersi e chiedere scusa. Sarebbe l'unica cosa onorevole e onorabile della sua storia”), chi lo accusa per le morti di Covid (“50 mila morti…5 0mila famiglie…io non ce la farei a sopportare una colpa simile. Se tu fossi un uomo almeno ti assumeresti le responsabilità e le tue colpe”). 

L'accusa: ha cercato di 'taroccare' la data del piano pandemico 

Al centro della vicenda che coinvolge Guerra, c'è il dossier 'An unprecedented challenge - Italy's first response to Covid_19' a cura di un gruppo di ricercatori della divisione europea dell'Oms, finanziato dal governo del Kuwait.

Uno studio che sarebbe dovuto servire a evidenziare le criticità emerse nella preparazione e gestione italiana dell'emergenza sanitaria. Ma il 14 maggio, appena un giorno dopo la pubblicazione online, venne fatto sparire perché - questa è la tesi di 'Report' - avrebbe messo in imbarazzo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, e soprattutto Ranieri Guerra che, tra il 2014 e il 2017, era direttore generale della Prevenzione al Ministero.

Stando alle mail in possesso dei giornalisti che hanno svolto  l'inchiesta, l'11 maggio, poco prima della pubblicazione del rapporto e dopo che Report aveva  denunciato l'arretratezza del piano pandemico, scriveva a uno degli autori di indicare come data del piano 2016 invece di 2006. "Devi correggere subito nel testo...Ultimo aggiornamento dicembre 2016". E, in un'altra comunicazione, riferisce di un presunto accordo tra Oms e Governo italiano: "Uno degli atout di Speranza è sempre stato di poter riferirsi a Oms come consapevole foglia di fico per certe decisioni  impopolari e criticate da vari soggetti (..). Se anche Oms si mette in veste critica non concordata con la sensibilità politica del Ministro , che è certo superiore alla mia, non credo ce facciamo un buon servizio al Paese".   

Il Comitato vittime, la Farnesina revochi l'immunità a Guerra

La questione del report 'sparito' è allo studio anche della Procura di Bergamo che indaga per epidemia colposa e ha sentito Guerra il 5 novembre scorso come persona informata sui fatti. Nei giorni scorsi, l'Oms ha fatto notare alla Procura che i suoi membri non possono testimoniare perché protetti dall'immunità diplomatica. I magistrati hanno chiesto al Ministero degli Esteri di chiarire se e in quali termini esista uno status che imporrebbe di tenere fuori dall'inchiesta il contributo dei rappresentanti dell'agenzia. 

“Il Ministero degli Esteri deve far pressione sull'Oms affinché revochi l'immunità a Ranieri Guerra, non  può fare altro”, dice all'AGI Consuelo Locati, legale del Comitato Noi Denunceremo, che rappresenta i familiari delle vittime del Covid.
Proprio al Comitato si deve il ritrovamento del dossier ‘sparito' dell'Oms che, stando all'inchiesta di ‘Report', Guerra avrebbe cercato di modificare.

“Non perdiamo di vista – prosegue Locati – che quella della Procura di Bergamo è un'indagine che serve a capire come siano morte 51mila persone. Non smarriamo il senso delle cose: non è un'indagine politica, ma per epidemia colposa, e il Ministero, che rappresenta il popolo italiano, deve aiutare la Procura ad acquisire le fonti di prova e a capire come le cause di queste morti”.